Si vince e si perde con il cancro: storie di chi ce l’ha fatta

Si vince e si perde con il cancro: storie di chi ce l’ha fatta

14 Febbraio 2019 0 Di il Cosmo

di Deborah Villarboito –

Si sa che essere sportivi non vuol dire essere immortali. Le prodezze degli atleti ci fanno credere che siano divinità in terrà e che possano tutto, essendo abituati a superare i limiti. Non è così. Ce ne rendiamo conto con le storie come quelle di Maura Viceconte, stella della maratona azzurra tra gli anni ’90 e primi anni 2000. Poi la malattia, la gara che non ha vinto perchè ha deciso di fermarsi per non essere completamente alla mercé della malattia stessa. Un esempio di chi ci ha creduto fino alla fine è stato Leonardo Cenci: il primo italiano malato di tumore a partecipare alla maratona di New York, quando gli avevano dato solo quattro mesi di vita nel 2015. Tra i grandi sportivi però, qualcuno è stato più forte della malattia. L’ex calciatore Gianluca Vialli è riuscito per ora a sconfiggerlo. Spesso e volentieri i problemi vengono riscontrati durante le visite mediche delle varie federazioni.


A Elena Fanchini, dopo accertamenti clinici della Commissione Medica della Federsci, è stata diagnosticata una neoplasia di basso grado, sconfitto recentemente. La tennista Lea Pericoli a 37 anni scoprì di avere un tumore maligno al collo dell’utero. Operata d’urgenza, dopo sei mesi vinse il titolo italiano, toccando il record di 27 titoli italiani. Eleonora Lo Bianco palleggiatrice recordwoman di caps azzurre e Oro in Nazionale a un Mondiale e due Europei, ha combattuto e sconfitto un tumore al seno nel 2010. Tornata nel gennaio 2011, a soli cinque mesi dall’operazione, ha vinto scudetto con la Foppapedretti Bergamo e la Coppa del Mondo in azzurro. Al difensore del Barcellona Eric Abidal nel 2011 è diagnosticato un tumore al fegato. A meno di due mesi dalla rimozione del tumore è sceso in campo al Camp Nou nella semifinale di Champions, giocando la finale vinta sul Manchester United. L’anno successivo una recidiva lo costringe a un trapianto di fegato e 2013 torna di nuovo in campo e chiude tra Monaco e Olympiakos. Anche un nostro calciatore, Francesco Acerbi, nel 2013 ha scoperto un tumore al testicolo ed è stao operato d’urgenza al San Raffaele di Milano. A settembre è tornato in campo ma, dopo una serie di controlli, ecco una recidiva. Altro ciclo di cure e un nuovo successo. Questa volta definitivo.


Al campione di ciclismo Ivan Basso, due volte vincitore del Giro, a metà luglio del 2015 fu diagnosticato un tumore al testicolo in uno dei controlli al Tour de France. Due mesi di cure debellarono le cellule maligne. Poi la decisione di smettere. Al pallavolista Giacomo «Jack» Sintini nel 2011, dopo due mesi di un forte dolore alla schiena fu diagnosticato un linfoma maligno molto aggressivo. Dopo un ciclo di cure e un’infezione, guarì e tornò a giocare ad alti livelli. La tennista russa Alisa Kleybanova, nel 2011 in Italia per gli Internazionali, scoprì di essere affetta dal Linfoma di Hodgkin, tumore al sangue che può essere letale. Per mesi si sottopose a sedute giornaliere di chemio e radioterapia all’ospedale di Perugia. E alla fine anno il cancro era sconfitto. Nel marzo 2012, a meno di un anno dalla diagnosi, vinse la sua prima partita. E nel 2014 tornò tra le prime 100 tenniste al mondo. Aveva 24 anni nel 2007, invece, il cestista statunitense Coby Karl quando gli diagnosticarono un carcinoma alla tiroide. Guardia-ala di 196 centimetri si è operato un paio di volte, si è ripreso, ha finito il college a Boise State e ha iniziato la carriera pro in molti club europei, fra cui anche Milano. Sempre nel basket, Nené Hilario, pivot brasiliano, aveva 33 anni e giocava per i Washington Wizards quando nel gennaio 2008 scoprì un tumore maligno ai testicoli. Operato subito, in meno di tre mesi e quattro settimane di chemio tornò in Nba. Dove gioca tuttora.

Il ciclista Fabrizio Macchi è stato due volte Campione del Mondo, cinque volte argento, cinque volte bronzo. Vittorie ottenute con una sola gamba, la destra. Dopo aver perso la sinistra a 16 anni, per un tumore osseo. Prima la Maratona di New York, poi tre campionati italiani nel salto in alto e altrettanti nel salto in lungo; bronzo ai Mondiali di Canottaggio. Lo schermidore Paolo Pizzo, Campione del mondo di spada nel 2011 e azzurro alle Olimpiadi di Londra del 2012, a 13 anni è stato operato per un tumore alla testa. L’ala argentina Jonas Gutierrez, già colonna dell’Albiceleste allenata da Maradona, nel marzo 2013 scoprì di avere un tumore al testicolo che gli venne asportato. Colpito da recidiva si sottopose a chemioterapia. Guarito, tornò in campo fra i Pro. Oggi è all’Independiente, dopo tanti anni in Premier. Anche il pallavolista Daniele Lupo ce l’ha fatta: ha sconfitto il tumore che gli era stato diagnosticato nel 2015 mentre si stava preparando ai Mondiali; ed è stato anche medaglia d’argento alle Olimpiadi 2016 con Paolo Nicolai, nel beach volley.