Cantiere nautico: posti vacanti perché “la domenica non voglio lavorare”

di Alessandro Pignatelli –

La denuncia di un imprenditore del settore nautico arriva direttamente al programma ‘Stasera Italia’. Qual è il problema? Che non trova nessuno che voglia lavorare. Mirko Beraldo ha bisogno di quattro persone: un saldatore, un carpentiere, un meccanico per i motori dei mezzi di servizio e un responsabile di cantiere. Ma c’è un problema, bisognerebbe non santificare la domenica, ossia lavorare.

“La domenica devono riposarsi, devono andare al mare o in montagna, stare con le fidanzate o le mogli. Quindi, nessuno risponde al mio annuncio o accetta il lavoro che propongo. Quando scoprono che nel periodo estivo bisogna lavorare tutti i sabati e tutte le domeniche, rifiutano”. Beraldo vorrebbe fare sapere a questi ‘disoccupati’ che lui è il primo a saltare regolarmente i festivi: “Noi siamo qui 365 giorni all’anno, Natale compreso”.

Per i giovani, in particolare, non può essere così. Le risposte più frequenti sono: “Non sarei disposto tutti i fine settimana” oppure “Mi devo riposare”. E verrebbe da contro replicare: ma perché, adesso che sei senza lavoro e ne stai cercando uno, non ti riposi tutti i giorni? Nel frattempo, chi già lavora per Beraldo è costretto a fare doppi turni.

“Non sappiamo più da che parte girarci, una disperazione” filtra dal cantiere nautico Beraldo, a Ca’ Nogara, nel Veneziano. Sono due anni che quattro cartelline restano addirittura vuote: non arrivano curricula. Eppure anche lo stipendio non è affatto male: si parte da 1.250 euro e si può arrivare a 1.600 a seconda delle qualifiche. Beraldo aggiunge: “Mi sono sentito addirittura rispondere: la domenica devo accompagnare mia moglie al centro commerciale”. Quasi incredulo l’imprenditore: “Quando apriamo le selezioni, facciano anche fatica e raccogliere dei nominativi, anche solo per i colloqui. Io dunque mi chiedo: ma nel nostro Paese c’è davvero bisogno di lavoro?”.

Ancora una volta, gli unici a farsi avanti sono gli stranieri, ma per manovalanza che a livello professionale è lontano da ciò che ci sta cercando: “E io poi vorrei dare una mano agli italiani, ma non c’è verso, non si danno da fare”. Appena viene nominata la domenica lavorativa, la candidatura viene ritirata. “Non solo. Li devi cercare, quasi convincere, e poi a volte tirano bidone, non si presentano, cambiano idea. E poi: mi dicono che non bevono e che non hanno precedenti; controlli e scopri un mondo. Quelli che si presentano ai colloqui, hanno solo in mente i soldi e le ferie. Come titolare, sono depresso da questa situazione. A me non sembra che in Italia ci sia tutta questa necessità di lavorare”.

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