Cina: la catena di montaggio degli atleti che parte dalla culla

di Deborah Villarboito –

La Cina è un Paese tanto affascinante quanto controverso. Quando si parla di sport, poi le polemiche e le preoccupazioni non mancano. Indiscussa dominatrice, la Repubblica Popolare vanta negli anni una crescente leadership in molti sport. Una delle ultime notizie è legata alle Olimpiadi invernali del 2022 proprio a Pechino. Vincere in casa è bello, ma dominare gli avversari politici in patria non ha prezzo. L’ultima frontiera è la scelta dei futuri atleti in base al genoma. Gli atleti cinesi, infatti, dovranno sottoporsi al sequenziamento completo del genoma, processo in base al quale si determina il profilo del DNA della persona.


Il metodo di selezione, imposto dal Ministero della Scienza e della Tecnologia cinese, verrà applicato a tutti quegli atleti che gareggeranno nelle discipline invernali che richiedano velocità, resistenza e forza esplosiva. Si tratta di un’attività di profilazione e screening certamente su vasta scala ed una delle prime prove concrete di utilizzo della genetica per selezionare atleti: non ci sono segnalazioni di altri Paesi che abbiano utilizzato test genetici simili per la scelta degli atleti benché studi similari siano stati eseguiti negli Stati Uniti, in Europa e anche in Australia. Alcuni studi, infatti, suggeriscono che siano proprio i fattori genetici a produrre la maggior parte delle differenze tra gli individui per quanto riguarda i tratti correlati alle prestazioni sportive ed atletiche. Secondo un ricercatore governativo cinese, anche il miglior allenatore, nello scegliere i migliori atleti, commette degli errori. E ciò vale soprattutto per i più giovani.

I giovani atleti cinesi sono al centro dello stupore internazionale durante ogni grande manifestazione. Alle Olimpiadi 2012 a Londra, ha fatto molto parlare la vittoria della medaglia d’oro di Ye Shiwen nella gara individuale dei 400 misti, che ha battuto il record mondiale di ben 1 secondo. L’atleta cinese è stata presto accusata di doping da parte di John Leonard, direttore esecutivo della World Swimming Coach Association e della USA Swimming Coach Association, affermando come quel tempo record fosse impensabile per ragazzina di soli 16 anni. Dopo i dovuti controlli, il presidente della British Olympic Association, ha confermato che Ye Shiwen non ha fatto uso di doping e la sua vittoria è tutto merito di allenamento e grandi capacità personali. Ye Shiwen è stata scelta per diventare una campionessa di nuoto a soli 6 anni, quando il suo maestro di scuola ha notato i suoi piedi e mani più larghi della norma. Da quel giorno per la bambina è stato un susseguirsi di pesanti allenamenti e aspettative. A soli 11 anni, Ye era già una piccola grande campionessa del nuoto mondiale.


Sul doping però la WADA, l’agenzia mondiale anti-doping, ha aperto un’inchiesta lo scorso anno dopo che l’ex dottore della squadra olimpica cinese, Xue Yinxian, ha affermato che le medaglie vinte dal 1980 al 1990 sono frutto di un sistematico programma di doping attraversante tutti gli sport praticati nel paese. Xue, 79 anni, ha lasciato la Cina due anni e che ha chiesto asilo politico in Germania, ha detto alla televisione tedesca che più di 10,000 piccoli atleti con età pari o inferiore agli 11 anni sono stati sottoposti a un programma di doping sistematico. Xue ha aggiunto che gli atleti cinesi positivi venivano testati in continuazione fino a risultare negativi per poi essere inviati alle competizioni internazionali. Il segnale veniva codificato in “Grandma is home – Nonna è a casa” ed era dato agli atleti quando non avevano più tracce di sostanze dopanti nel corpo. Il rifiuto ad assumere sostanze dopanti portava all’esclusione dal team.

In una lettera scritta e firmata nel 1995 da Wang Junxia, campionessa dei 3000 e 10000 metri e detentrice del record del mondo, l’atleta ammise di fare uso di doping. Nella lettera alcuni passaggi sono molto forti viene raccontato come per anni siano stati forzati ad assumere grandi dosi di doping, trattati non come uomini ma animali. Nel 1993 gli atleti cinesi ruppero 66 record tra nazionali e mondiali. Nel 1994, 11 membri della squadra di nuoto e ciclismo cinese, vincitrici di 15 medaglie d’oro ai giochi asiatici di Hiroshima vennero squalificati perché trovati positivi agli steroidi anabolizzanti. La Cina è tra i nove paesi al momento sospesi dalla federazione internazionale di Weightlifting a causa degli innumerevoli episodi di positività al doping. Tra cui anche tre medaglie d’oro alle olimpiadi di Pechino 2008.

Una fabbrica che produce in serie campioni. Genetica, doping, allenamenti disumani e al limite dei diritti umani per i bambini che in tenera età vengono identificati come futuri campioni. Saranno questi i segreti una super potenza fuori controllo al suo interno? Sta di fatto che esistono immagini e documentazioni frammentarie di ciò, poco per lasciare il sentito-dire e la congettura, in favore della verità e la tutela dello sport pulito e nella sua accezione più pura di divertimento per i bambini e crescita personale per i professionisti.

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