Il bullet journal

Il bullet journal

21 Febbraio 2019 0 Di il Cosmo

di Fabiana Bianchi –

In occasione dell’arrivo dell’anno nuovo abbiamo già parlato dell’importanza dell’agenda per organizzare le proprie giornate. Oggi entriamo nel dettaglio con un metodo molto particolare: il “bullet journal”. In italiano si può tradurre come “diario a punti”: vengono chiamati “bullet”, infatti, i simboli che introducono le voci di un elenco puntato. Semplificando il concetto, il bullet journal può essere definito come un’agenda estremamente personalizzabile. All’atto pratico, è molto di più: il suo creatore, lo statunitense Ryder Carroll, lo definisce «un sistema analogico per tenere traccia del passato, organizzare il presente e pianificare il futuro».

Dunque, cos’è un bullet journal e come si fa? Per creare un journal servono fondamentalmente una penna e un quaderno (non un’agenda prestampata). Come detto, la struttura del bullet journal è estremamente personalizzabile, ma ci sono alcuni punti di riferimento che contraddistinguono il metodo. Innanzitutto, bisogna numerare le pagine del quaderno e creare un indice. Inoltre, occorre creare una legenda (in inglese “key”) dei “bullet”, ossia i simboli usati per le annotazioni. Per esempio, si possono usare un cerchio per gli eventi, un triangolo per gli appuntamenti, una stellina per le idee, un punto esclamativo per le scadenze. Poi, occorre segnalare diversamente le voci eseguite, quelle annullate e quelle rimandate: per esempio, si possono crociare i “bullet” corrispondenti all’incombenza svolta, segnare con una freccia quelle rimandate o barrare quelle annullate. È molto importante in particolare tenere presenti i compiti che vengono rimandati.

Entrando nel vivo dell’organizzazione, il metodo tradizionale del bullet journal prevede di creare un “future log”, ossia una visione ampia dei mesi successivi, dove segnare gli impegni a lungo termine, un “monthly log” con visione mensile e infine i “daily log”, da realizzare giorno per giorno.

Particolarità del bullet journal è quella di potere inserire in qualunque punto liste, appunti, elenchi o qualunque altra cosa serva per organizzare la propria vita: è sufficiente riportare nell’indice a che pagina sono collocate.

Qualche esempio? La “lista perpetua” per la spesa di cui abbiamo parlato nei numeri scorsi, liste di libri da leggere o letti, informazioni utili per la cura di un familiare, progetti per lavoro o per hobby o qualunque altra informazione utile da tenere sotto mano.

Cercando le parole “bullet journal” su Google o Pinterest, ci si imbatte in piccoli capolavori d’arte: pagine piene di disegni, colori, scritte artistiche. Essendo il bullet journal un metodo ad altissima personalizzazione, chi ama disegni e decorazioni può tranquillamente sbizzarrirsi con la creatività. È importante però sapere che l’aspetto estetico non è fondamentale per creare un bullet journal. Allo stesso modo, non è necessario avere materiali di cancelleria particolari per avviarne uno. Il principio del bullet journal può funzionare tranquillamente con una singola penna e il più economico quaderno a quadretti del supermercato. Una ricerca online può essere però utile per trovare nuovi spunti con cui personalizzare il proprio “bujo”, come viene chiamato familiarmente questo metodo.