Il posto fisso è rarità: si lavora nell’incertezza tra tempo determinato e indipendente

di Deborah Villarboito –

Il 2018 si è chiuso con numeri controversi se si parla di occupazione. Ciò che è certo è che il lavoro a tempo indeterminato è destinato a sparire. Si va sempre più nella direzione dell’incertezza. Perchè se da un lato il tasso di disoccupazione è sceso del 10,3% rispetto al 2017, con una crescita dei lavoratori a tempo determinato con un +257 mila e gli indipendenti a +34 mila, dall’altro diminuiscono quelli a tempo indeterminato, scesi a -88 mila.

Non si può più vivere sperando nella stabilità lavorativa. Un tempo i nostri nonni iniziavano a lavorare in un contesto per poi passarci la vita. Il cambiamento era previsto solo in pochi casi. Attualmente, invece, si vive nella società del precariato, del determinato, dell’incertezza. Spesso della contraddizione. Nel quarto trimestre del 2018 l’Italia è entrata in recessione tecnica, ma a dicembre il tasso di disoccupazione è sceso al 10,3%, -0,2 punti percentuali. Il tasso di occupazione nell’ultimo mese dell’anno scorso si è attestato al 58,8%, in aumento di 0,1 punti percentuali. Si tratta del livello più alto da prima della crisi, ovvero da aprile 2008, quando il tasso di occupazione era pari al 58,9%. Ricordiamoci, però, che i mesi della statistica sono quelli delle feste e dei saldi. L’incremento di contratti a tempo determinato nel periodo indicato può essere dato anche da questo fatto, per coprire un periodo di grande necessità, finito il quale il contratto non è rinnovato.

La diminuzione non è stata sufficiente, però, a evitare un aumento della disoccupazione nella media del quarto trimestre, periodo in cui si è registrato un aumento dei disoccupati pari a 63 mila, +2,4%. A dicembre, inoltre, è cresciuto il tasso di disoccupazione giovanile, che ha toccato quota 31,9% , con un incremento del +0,1%. Preoccupante anche il calo del numero di persone in cerca di occupazione. Dopo due mesi di crescita, la stima delle persone in cerca di occupazione ha subito una diminuzione dello -0,9%, pari a -25mila unità. Il calo si concentra prevalentemente tra le donne e le persone da 15 a 34 anni. Attualmente il numero di disoccupati sono complessivamente 2 milioni 735 mila.

I dati sulla disoccupazione sono distanti rispetto all’apice della crisi, quando il tasso di disoccupazione generale aveva raggiunto il 13,1% a novembre 2014 e quello di disoccupazione giovanile si era spinto al 43,3%, ma anche rispetto ai periodi di maggior salute per l’economia nazionale. Nel 2007 il tasso di disoccupazione era pari al 5,8% per il dato generale e a febbraio dello stesso anno era al 19,4% per i giovani tra 15 e 24 anni. Un altro dato da tenere d’occhio è l’aumento degli inattivi nella fascia 25-34 anni, in crescita di 28mila unità, contro un calo generalizzato dello 0,1% nella fascia 15-64 anni a dicembre scorso.

Non solo per Italia, timida ripresa anche in Eurozona. A livello generale, si ha un tasso di disoccupazione ai minimi nell’area euro e nell’Ue a 28 Stati a novembre 2018. Lo rileva Eurostat, secondo cui nell’area dell’euro il tasso di disoccupazione destagionalizzato è stato del 7,9% a novembre, in calo rispetto all’8% di ottobre e all’8,7% di novembre 2017. Si tratta del tasso più basso registrato nell’area dell’euro dall’ottobre 2008. Nell’UE a 28, il tasso di disoccupazione si è attestato al 6,7% a novembre 2018, stabile rispetto a ottobre e in calo rispetto al 7,3% di novembre 2017. Si tratta del tasso più basso nell’UE28 dall’inizio delle serie mensili sulla disoccupazione inaugurata nel gennaio 2000.

Eurostat ha stimato che nel novembre 2018, 16 milioni e 491mila uomini e donne erano disoccupati, di cui 13 milioni nell’area dell’euro. Rispetto a ottobre 2018, il numero di disoccupati è diminuito di 107mila unità nell’Ue28 e 90mila nell’area dell’euro. Tra gli Stati membri, i tassi di disoccupazione più bassi nel novembre 2018 sono stati registrati nella Repubblica ceca (1,9%), Germania (3,3%) e Paesi Bassi (3,5%). I più alti tassi di disoccupazione sono stati registrati in Grecia (18,6% nel settembre 2018) e in Spagna (14,7%). Sempre nel novembre 2018, 3,4 milioni di giovani di età inferiore ai 25 anni erano disoccupati nell’Ue28: i tassi più elevati di disoccupazione giovanile sono stati registrati in Grecia (36%), in Spagna (34,1%) e in Italia (31,6%).

Rispondi