La farsa del Pro Piacenza: escluso dalla Serie C

di Franco Leonetti –

Una partita in serie C scatena l’indignazione dell’opinione pubblica. Il giorno dopo il 20-0 rimediato a Cuneo dalla squadra emiliana, formata da sette ragazzini e un massaggiatore, arriva la reazione del mondo del pallone italiano.

Toni accesi, il vocabolo più usato è quello di vergogna, ma viene da chiedersi una semplice cosa, dove erano le istituzioni calcistiche, in particolare la Lega di Serie C e la Figc in estate, quando venne avallata l’iscrizione del sodalizio di Piacenza? Ecco la vera vergogna probabilmente sta qui, perché ora, parlare dopo una farsa sul campo come quella di domenica andata in scena a Cuneo, rende tutto più amaro, ridicolo e senza scusanti. Ora rabbia e titoloni, dichiarazioni al vetriolo e promesse, ma bastava prevenire uno scempio tale per dare dignità allo sport.

Lo sdegno del mondo del calcio è unanime e sul banco degli imputati non ci è finito solo il club piacentino, reo di aver mandato, al macello, in campo 7 ragazzini più il massaggiatore contro 11 professionisti, ma anche la formazione piemontese colpevole, secondo gli addetti ai lavori e non solo, di non aver avuto rispetto degli avversari. Cosa questa smentita dal Cuneo che, a più riprese, ha traccheggiato e ha fatto giro palla con tanto magone e imbarazzo. A prescindere dai torti della squadra piemontese, il quadro del Pro Piacenza era chiarissimo da tempo, e le parole di un calciatore come Polverini, letteralmente scappato da quella realtà è eloquente; il 31enne difensore ha raccontato il suo calvario al Pro Piacenza. “Mezzo stipendio nel mese di agosto, giocatori sfrattati dalle proprio abitazioni, famiglie con figli in difficoltà, allenatori e dirigenti idem, settore giovanile ai minimi termini e tanto tanto altro sono le verità che qualcuno non sa.

Quel 20-0 è stato un duro colpo per tutti quelli che in quasi 100 anni di storia, quella maglia l’hanno onorata, dalle categorie più basse fino alla Lega Pro. Con 7 ragazzini in campo più un massaggiatore quella maglia è stato terribilmente offesa”. Anche il Governo si è fatto sentire:” E’ una vergogna – ha scritto in una nota il sottosegretario Giancarlo Giorgetti – inaudita quello che è accaduto al Peschiero di Cuneo. L’umiliazione dei sette giovanissimi della Pro Piacenza è una cosa che non voglio più vedere. Bisogna garantire il rispetto delle norme, sulla carta in vigore dal prossimo anno, e cioè il divieto della partecipazione ai campionati per i club che non sono in regola. Così non si può andare avanti.

Intendo convocare tutte le parti interessate per trovare una soluzione che tuteli prima di tutto i giovani e la loro passione per lo sport “. E poi è stato il turno della Assocalciatori con Tommasi, e soprattutto Ghirelli, capo della Lega di C che ha sottolineato:” Questo caso si poteva evitare se si fosse rispettato un elemento: esclusione dal campionato del Pro Piacenza, a luglio, per mancanza della fidejussione, la Lega Pro la chiese. E che l’iter per quanto riguarda le violazioni compiute fosse stato chiaro e definito in tempi certi. L’unica possibilità che avevamo per non compromettere la regolarità del campionato era farli giocare e intanto verificare il loro comportamento”. Insomma, tutti sapevano ma la burocrazia, gli iter, e mille scusanti hanno prodotto lo scempio e oggi non reggono.

La Serie C è un campionato che ogni anno vede società fallire e sparire definitivamente, le istituzioni la smettano di voltare la faccia e pongano rimedio a una situazione da terzo mondo. Ci voleva l’imbarazzo della farsa di Cuneo per prendere provvedimenti immediati, lunedì 18 febbraio il Giudice Sportivo ha escluso il Pro Piacenza della Serie C intervenendo poche ore dopo. Insomma, la volontà di agire e cancellare l’onta alle norme violate. Le parole stanno a zero, dopo la vicenda ignobilmente ineducativa e smaccatamente patetica di domenica a Cuneo, servono rispetto delle regole e dignità. La faccia e anche qualcos’altro ormai è andata perduta.

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