La Repubblica delle banane

di Michela Trada –

In passato ho paragonato la nostra bellissima Italia alla “Terra dei cachi” prendendo in prestito la definizione dal buon Elio; oggi, purtroppo, mi duole dare al Bel Paese l’appellativo di “repubblica delle banane”.

Viviamo in una Nazione meravigliosa ed è per questo che non riesco a capacitarmi di come, in pieno stile Tafazi, continuiamo a martellarci prepotentemente sui cosiddetti con uscite che farebbero impallidire persino ET. (altroché i nuovi mostri di Striscia).

L’ultima, in ordine cronologica, ce l’hanno servita i No vax con il loro paragone della campagna di vaccinazione a quella delle leggi razziali. Fake news? Magari, verrebbe da dire. Il manifesto sta facendo il giro del Web (ne ha scritto il portale di Enrico Mentana Open) con tanto di immagine di un ragazzino in tuta a stelle e strisce. Artefice di questo prodigio della comunicazione, l’associazione “per la libertà di cura” SìAmo.

Il cartellone pubblicitario affisso su un camioncino mobile fotografato in quel di Trento e ripreso dal giornale online dell’ex conduttore del Tg5 recita a caratteri cubitali: “La storia si ripete” e prosegue con tanto di #vaccinazismo e #nonripetiamogliorrori. “La teoria della superiorità della razza ariana giustifica le esclusioni scolastiche – medici del 1939; la teoria dell’immunità di gregge vaccinale umana giustifica le esclusioni scolastiche – medici e scienziati del 2019”, si legge ancora nel volantino dell’assurdo.

Ora, passi la libertà di opinione e di espressione, ma su tragedie dell’umanità non si può scherzare o azzardare similitudini senza né arte né parte. Il rispetto e il buon senso devono essere alla base di una comunità civile. Lo spettacolo a cui assistiamo da giorni e da settimane è, però, alquanto desolante; la Costituzione italiana viene reinterpretata a proprio uso e consumo e quella che era una Nazione basata sul Lavoro oggi cerca pace e soluzione in redditi di cittadinanza e situazioni affini. Tutto sembra improvvisato, l’idea è quello di uno Stato che affonda le radici nelle sabbie mobili. E se la destra “piange” tra un caso Rousseau e un altro la Sinistra non ride, vedasi la situazione in casa Renzi.

Che l’orrore per una simile affissione ci metta per una volta tutti d’accordo per ridare un po’ di ordine a quest’Italia sofferente che a maggio si giocherà davvero tanto.

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