Moni Ovadia al Nuovo di Milano

di Luca Forlani –

Dopo il successo di sedici anni fa torna da stasera al Teatro Nuovo di Milano Il Violinista sul tetto la commedia musicale tratta da un racconto di Sholem Aleichem. In scena nei panni del protagonista, ci sarà Moni Ovadia che firma anche la regia. Il suo carattere di intensa e profonda umanità unitamente alle radici culturali della storia e delle musiche hanno fatto di questo spettacolo un evento tra i più rivoluzionari nel panorama teatrale degli anni sessanta, contribuendo ad aprire insieme a West Side Story, una nuova era per il musical di Broadway.

“Il violinista sul tetto è uno dei più celebri musical di Broadway, il numero e le variazioni delle sua messe in scena non si contano e la gran parte di esse sono state un tentativo di sfruttamento di un grande successo per la routine della circolazione commerciale. Il nostro allestimento vorrebbe ricollocare la storia più rappresentativa della cultura dell’est-Europa nel suo contesto originario”, dichiara il regista.

La vicenda è tratta da una delle storie di Solomon J Rabinowitz, scrittore di origine ebraica nato a Pereyasle in Ucraina nel 1859 divenuto celebre per i racconti umoristici in lingua Yiddish scritti con lo pseudonimo di Sholom Aleichem.

Ricca di elementi autobiografici è la storia di Tevye, il lattaio del piccolo e ridente villaggio di Anatevka nella Russia zarista dei primi del novecento. Personaggio sorprendentemente semplice e saggio, ricco di una sconfinata bontà e fiducia nel genere umano, Tevye alterna rocambolesche situazioni a solitari monologhi con Dio. Intorno a lui la moglie Golde, le figlie in età da marito e tutta una serie di personaggi, gli abitanti del villaggio, creati con una singolare e poetica umanità. Un microcosmo di persone che ruota intorno a precise convenzioni sociali e religiose, quelle della tradizione ebraica, danzando la propria vita tra gioie e preoccupazioni sino alla triste e ingiusta fine con la persecuzione e l’esilio.

La trasposizione dal racconto al musical avvenne grazie al lavoro di tre tra i più grandi autori di Broadway: Joseph Stein per l’adattamento teatrale, Sheldon Harnick peri testi delle canzoni e Jerry Bock per le musiche ispirate alle melodie Yiddish. The Fiddler on the Roof ha debuttato all’Imperial Theatre di Broadway il 22 settembre 1964. Un successo incredibile di critica e di pubblico che si è protratto sino al 2 luglio 1972 data dell’ultima rappresentazione. In totale ci sono state 3.242 repliche che hanno fatto di questo musical uno dei maggiori successi del teatro americano. “Il testo e le canzoni verranno rispettate nella loro integrità ma saranno cantate nella lingua Yiddish invece che in inglese e l’impianto di regia si rivolgerà alla lezione stilistica del teatro yiddish”, racconta Moni Ovadia.

Innumerevoli le edizioni di questo spettacolo in tutto il mondo, tra cui le più celebri quelle al Majesty Theatre di Londra nel 1967 e al Regent Theatre di Melbourne nel 1988, entrambe con protagonista l’attore israeliano Topol con cui è stata prodotta una versione cinematografica nel 1971. Nel ruolo di Tevye si sono cimentati anche astri della musica lirica come il baritono Robert Merrill e il tenore Jan Peerce. Numerose le edizioni discografiche.

L’edizione diretta ed interpretata da Moni Ovadia, prima assoluta in Italia, colma una grande assenza nel panorama teatrale del nostro Paese. Sul palco i protagonisti saranno affiancati da musicisti-attori che “costituiscono una sorta di coro-popolo che interagisce con i personaggi veri e propri sia come personaggio corale che come contrappunto individuale in un continuo rimando di presenze ed emozioni. Nella fattispecie di un musical questo piccolo coro di musicisti-attori intreccerà il proprio movimento scenico in forma di improvvisate danzette con la professionalità del corpo di ballo”, sottolinea il regista.

Con l’esperienza di una vita dedicata alla cultura musicale e teatrale Yiddish, Ovadia offre un’opportunità unica di lettura dell’opera nel solco della tradizione originale che l’ha ispirata, alla ricerca delle radici artistiche che hanno generato uno dei capolavori del teatro musicale più significativi degli ultimi 50 anni. In scena fino al 10 marzo.

Rispondi