“Non chiamatemi Influencer”.

di Mlichela Trada –

Fashion blogger, lifestyle blogger, travel novel e chi più ne ha più ne metta: basta scrivere il nome Nunzia Cillo su Google per accorgersi di come tutti abbiano provato a metterle addosso un’etichetta.

Alla domanda “tu cosa ti senti” lei, però, non ha dubbi: «Io sono semplicemente Nunzia e tra le mie pagine racconto me stessa». Una vita già scritta, un lavoro “perfetto”, un fidanzato e una buona posizione sociale; poi, a 25 anni, il punto di rottura e il desiderio di riappropriarsi della propria esistenza attraverso un biglietto aereo, una buona dose di coraggio e il sapore della libertà tra le labbra: «Ho sempre amato la scrittura così, la prima cosa che ho fatto dopo aver mollato tutto ed essere atterrata a Valencia per completare il mio percorso di studi, è stata aprire il mio blog – racconta Cillo – Una sorta di diario elettronico dove raccontarmi e raccontare ciò che vedevo con parole ed anche immagini (la mia seconda grande passione è la fotografia).  Non ho pensato di dar vita ad un portale per questioni di business; il mio sito, all’epoca, non seguiva nemmeno le logiche embrionali della Seo: si chiamava “entrophiabehindgreeneyes.blogspot.it”. Era semplicemente una finestra sul mio mondo».

Ed è stata propria l’autenticità di Nunzia a catturare i suoi follower: «Nel 2011, quando ho iniziato a scrivere, i blog più seguiti erano quelli sul fashion:  non c’era nulla che parlasse di lifestyle – rivela ancora la 28enne – Ho scoperto quasi per caso di essere al terzo posto delle blogger più lette ed è stata per me una grande sorpresa.  La gente mi seguiva tramite il passaparola ritrovandosi nel mio modo di essere e non per sapere le novità di un marchio piuttosto che un altro». 

Dal piacere al lavoro: la popolarità in rete spinge aziende ed imprenditori a contattare Nunzia per far parlare di sé: «Ricordo con immensa gratitudine la mia prima collaborazione – afferma Cillo – Fu con l’Hotel Papadopoli di Venezia un luogo a me caro dove vi ritorno sempre con gioia. In tutto ciò che faccio ci metto il cuore e al business prediligo il lato umano. Se un brand non è in linea con il mio modo di essere non accetto l’incarico. Non bisogna mai dimenticare di essere se stessi: l’autenticità è il mio valore primario». Un valore che premia in un mondo dove i blogger e gli instagrammer sono sempre più numerosi e tendono all’omologazione: «Propongo io il concept da seguire alle aziende che mi contattano – prosegue ancora l’autrice di Entrophia – Non mi piace seguire un copione già scritto. Tengo molto al rapporto con la mia community e i messaggi che mando devono essere in linea con il mio io; molti dicono e pensano che il nostro non sia un vero lavoro, ma la realtà è ben diversa. Io non mi faccio seguire da agenzie o uffici da stampa, rispondo a tutti i commenti dei mie follower in prima persona, scrivo e scatto fotografia. Per fortuna le giornate son fatte solo dal 24 ore».

Guai, ad ogni modo, a chiamarla influencer: «È un termine che non mi appartiene – rivela – Io non voglio influenzare, ma ispirare: sono due concetti molto diversi». Pittrice nel tempo libero, Nunzia sogna di fare la scrittrice all’insegna della bellezza, quella vera: «Mi lascio trasportare dall’arte – conclude – “da grande” voglio continuare a raccontare emozioni e ad essere un punto di riferimento per chi ha bisogno di un riscatto; magari il tutto da una casa affacciata sul mare».

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