Il maestro razzista, la classe da elogiare

La storia è brutta, di razzismo becero. E probabilmente già la conoscete. Il bambino nero, quindi brutto e cattivo, messo dal maestro di una scuola elementare in punizione apostrofandolo “Brutto nero, guardate quanto è brutto”. Ma c’è anche la reazione della classe che, come ha raccontato il bimbo nigeriano di 10 anni, è stata di difesa nei suoi confronti. E allora intravvediamo uno spiraglio di umanità in questo squallore di diversità che pare essere un difetto e non una virtù.

La storia è di Foligno, in Umbria. Il maestro, che si è giustificato dicendo di star facendo un esperimento sociale, è stato sospeso dal ministero dell’Istruzione. Ma, sinceramente, la sospensione speriamo si trasformi in impossibilità di insegnare di nuovo. Il ragazzino, infatti, si porterà comunque negli anni dentro di sé il fatto: “I compagni mi hanno difeso, ma voglio che non succeda più”, fa sapere il Corriere della Sera. Spesso ci soffermiamo a parlare dei casi di bullismo di ragazzini su altri ragazzini, poi scopriamo – e siamo ingenui a non averci pensato prima – che nessuno nasce bullo o razzista, ma queste sono ‘doti’ che impara dagli adulti, Genitori, insegnanti o società che sia.

I compagni di scuola dell’alunno nigeriano hanno dimostrato una maturità di molto superiore a quella del maestro. “Mi è piaciuto vedere ragazzini e ragazzine, con la pelle bianca, alzarsi e venire vicino a me” ha detto alla mamma al ritorno da scuola l’alunno ferito per il colore della pelle. Lui doveva stare immobile davanti alla finestra, per punizione, e prendersi le parole razziste del maestro. Che probabilmente credeva di trovare la giusta spalla nei compagni di scuola che, invece, hanno colto in pieno che quella era una discriminazione.

“Hanno detto al maestro: noi siamo uguali, noi siamo come lui, perciò anche noi siamo qui fermi alla finestra, a guardare fuori”. Frasi che sarebbe meglio incidere sulla pietra dappertutto, scuola o campo di calcio che sia. Le mamme e i papà degli alunni della scuola, a loro volta, hanno voluto rivolgere un applauso ai genitori del bambino nigeriano: “Hanno fatto bene a denunciare il maestro”.

Il prossimo esperimento sociale potrebbe essere vedere come vive una persona razzista che ha perso il lavoro proprio per questo suo modo di vedere le cose. Intanto, la sospensione gli servirà per riflettere un po’ meglio su quanto possano essere saggi i bambini. Loro non vedono i colori come li vediamo noi. Loro non chiamano ‘diverso’ qualcuno solo per il colore della pelle o perché ha qualche handicap. A patto di non averli imbottiti di pregiudizi da quando sono nella culla.

di Alessandro Pignatelli

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