Quando l’economia fa paura: fra rating e sovranismi

di Fabiana Bianchi –

• «Ridiscutere integralmente il progetto della linea Torino-Lione, nell’applicazione dell’accordo tra Italia e Francia»: è l’obiettivo della mozione di maggioranza sulla tav, approvato dal Governo e dalla Camera dei Deputati nella giornata di giovedì 21. Nell’emiciclo sono stati 261 i voti favorevoli a fronte di 136 contrari e due astensioni. Critiche le minoranze, che ravvedono nel provvedimento una sorta di “scambio” per la vicenda del processo a Matteo Salvini per i fatti della nave Diciotti.

• «Porsi al di fuori dell’Ue può sì condurre a maggior indipendenza nelle politiche economiche, ma non necessariamente a una maggiore sovranità. Lo stesso argomento vale per l’appartenenza alla moneta unica». È la dichiarazione di Mario Draghi, presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi. Venerdì 22 l’economista è stato all’Università di Bologna per il conferimento di una laurea honoris causa in Giurisprudenza.

• Rating BBB, ma con outlook negativo. È il responso di sabato 23 febbraio dell’agenza di rating Fitch sull’Italia. L’agenzia ha riscontrato un «livello ancora estremamente alto del debito statale, la protratta debolezza della qualità degli asset nel settore bancario, la tendenza molto bassa nella crescita del Pil, i rischi e l’incertezza che nascono dalla corrente dinamica politica, e quelli per le proiezioni sul debito pubblico». Fitch, inoltre, nella sua nota, si dice dubbiosa sul fatto che il governo possa portare a termine il suo mandato e vedono un «aumento delle probabilità di elezioni anticipate dalla seconda metà di quest’anno».

• Domenica il vicepremier Luigi Di Maio è intervenuto sul giudizio dell’agenzia. «Adesso dobbiamo decidere insieme di chi fidarci nei prossimi mesi, se delle agenzie di rating o del premier – ha dichiarato – Io mi fido del presidente del consiglio. Le agenzie di rating in tutti questi anni hanno fatto il loro lavoro sul rating ma non esprimano giudizi politici perché il Governo è saldo, va avanti e non ci sarà nessuna sorpresa dopo le elezioni europee».

• Lunedì occhi puntati sulla Sardegna per i risultati delle elezioni regionali. Il candidato di centro-destra Christian Solinas si è aggiudicato la vittoria con il 47,8% dei voti. Massimo Zedda, candidato per il centro-sinistra, ha toccato quota 32,9%. Fermo invece all’11,2% Francesco Desogus, esponente del Movimento 5 Stelle. L’affluenza alle urne è stata del 53,7%.

• Martedì il vicepremier Luigi Di Maio si è espresso sul tema del “tetto” del doppio mandato per i consiglieri comunali. «Fare il consigliere comunale non si può pensare sia un privilegio – ha osservato – lo dico in generale, non solo per M5s. Oggi un nostro eletto in un comune è presidio di legalità e lotta contro i privilegi e contro la gestione disinvolta dei comuni. Dobbiamo discutere nuove regole: ad esempio affinché il secondo mandato non valga come tale in modo che possano pensare di candidarsi al Parlamento e al consiglio regionale».

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