Sardegna, elezioni regionali: Salinas (centrodestra) è il nuovo presidente

Sardegna, elezioni regionali: Salinas (centrodestra) è il nuovo presidente

28 Febbraio 2019 0 Di il Cosmo

di Alessandro Pignatelli –

Il centrodestra ha vinto, viva il centrodestra. Dopo Abruzzo, Sardegna. Il nuovo presidente della Regione è Christian Solinas, che ha ottenuto oltre il 47,8 per cento dei voti. Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia insieme avvicinato il 52 per cento. Il centrosinistra tutto sommato tiene, ottenendo il 33 per cento, ma Massimo Zedda – ex sindaco di Cagliari – si deve accontentare del secondo posto. Il Pd è il primo partito dell’isola con il 13 per cento dei voti, ma c’è poco da festeggiare. Così come sono pochi i sorrisi del Movimento 5 Stelle, fermo all’11 per cento, fuori dal podio.

Almeno, a caldo, il voto della Sardegna non dovrebbe causare crisi di governo. Nonostante le parole di Giorgia Meloni che festeggia sul cadavere pentastellato e vede una crisi vicina. Cosa smentita dai due vice premier e dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Quello che emerge ancora una volta prepotentemente è la crescita della Lega.

In Sardegna, dopo i cinque anni del centrosinistra – in ossequio alla tradizione dell’alternanza degli ultimi 20 anni – ora tocca al centrodestra. Solinas ha festeggiato così: “Oggi ha vinto la Sardegna. Ringrazio i sardi della fiducia, è stato premiato il progetto di governo che abbiamo presentato”. Poi la stilettata: “Quattordici punti di distacco sono un dato incontrovertibile. Ai sacerdoti che hanno pensato che mancasse qualcuno all’appello, beh dico che io ero in giro per la Sardegna, non nei salotti, e i sardi ci hanno premiato. Si comincia a lavorare per dare risposte”.

Massimo Zedda ha ammesso la sconfitta: “Ma ci davano per inesistenti, invece ci siamo eccome. Abbiamo battuto il Movimento 5 Stelle, la prossima volta batteremo il centrodestra. Il centrosinistra era a rischio frantumazione, non era scontato nemmeno il terzo posto. L’obiettivo era quello di ricomporre un campo di forze per evitare la scomparsa. Siamo andati oltre le previsioni. A settembre la situazione era drammatica, io mi sono messo a disposizione: facile accettare incarichi quando la strada è in discesa, bisogna sapersi mettere in gioco nei momenti difficilissimi come questo. Su 109 mila voti di liste, 71 mila sono stati presi da me e dalle mie liste. È un dato in controtendenza”.

Chi davvero è deluso è Desogus, candidato dei Cinquestelle: “Risultato netto e chiaro e, per il M5S, non è quello che ci si aspettava. Ma vorrei chiarire che non ero già convinto di perdere: sapevo già che sarebbe stata una partita molto difficile. Soprattutto, siamo partiti da zero senza tutte quelle liste che sostenevano centrodestra e centrosinistra. Le frizioni con la Lega al governo? Hanno pesato poco o niente. I competitor erano strutturati, a destra e a sinistra, per mantenere il potere. Noi proponevamo altro”.