Un’esperienza filosofica racchiusa in una semplice lattina di aranciata: la Fanta e l’immaginazione

Un’esperienza filosofica racchiusa in una semplice lattina di aranciata: la Fanta e l’immaginazione

28 Febbraio 2019 0 Di il Cosmo

di Elisabetta Testa –

Ma che significa? Cerchiamo di fare chiarezza, andando indietro nel tempo…

La famosa aranciata Fanta nasce in Germania in un periodo molto complesso: siamo nel 1941, in pieno nazismo. L’ideatore di queste bollicine che sanno di arancia si chiama Max Keith, il principale imbottigliatore di Coca-Cola in territorio tedesco. La bibita che tutti noi beviamo nasce in seguito al blocco delle esportazioni verso la Germania, dopo l’ingresso degli Stati Uniti nel secondo conflitto mondiale. Nel 1941 Stati Uniti e Germania rompono i legami commerciali: la Germania di Hitler non riceve più gli ingredienti segreti che stanno alla base della Coca-Cola. Che fare? Max Keith decide, allora, di dare vita a una nuova bevanda, ottenuta grazie a un mix di ingredienti facilmente reperibili ed economici.

Questa nuova bevanda si chiama Fanta, dal tedesco ‘fantasie’, che vuol dire immaginazione, fantasia. Ma che significa? Il nuovo prodotto è composto da scarti di scarti: fibre di mela, sidro e… formaggio! Il nome della bibita, ora, si spiega: ci voleva davvero tanta immaginazione per sentirci il sapore d’arancia!

Interessante pensare come una lattina di aranciata possa racchiudere un concetto filosofico così radicato nel tempo, così forte e immortale come quello di immaginazione. Nello specifico, facciamo riferimento al padre dell’immaginazione filosofica, ovvero il filosofo antico greco Platone (428 a.C. – 348 a.C.). Il filosofo tratta in modo esaustivo questo concetto nel settimo libro de La Repubblica. Qui Platone illustra il Mito della Caverna, dall’alta valenza simbolica. Il mito, atto a spiegare simbolicamente la crescita conoscitiva umana, racconta la storia di prigionieri che man mano si rendono conto di cosa sta all’interno della caverna. Sono quattro gli stadi della conoscenza secondo Platone: immaginazione, fede (credenza), conoscenza matematica e intellezione (intuizione).

L’immaginazione è il primo gradino conoscitivo, quello più elementare. Nella caverna i prigionieri vedono ombre e sentono le loro stesse urla, ma non si rendono conto che quelle sono proiezioni dei loro stessi corpi e non altre persone. Allo stesso modo, la Fanta delle origini era puro prodotto di immaginazione platonica: era fatta con scarti del formaggio, senza arancia, eppure si credeva di sentire il sapore del frutto. Si tratta di una fase conoscitiva ingannevole, durante la quale l’uomo scambia per esistente ciò che è soltanto una sua proiezione, una sua banale rappresentazione.

Quelle ombre e quelle urla sono solo la proiezione dei corpi dei prigionieri: eppure, questi pensano che siano altre persone. Quella lattina non contiene arancia, eppure la percepisco; eppure avverto come esistente qualcosa che non c’è.

Dal 1945 la produzione di Fanta viene interrotta. Solo dal 1955 la bibita viene prodotta con vero succo di arancia, riacquistata dalla Coca-Cola. La vera ricetta, però, vede la luce non in Germania e non negli USA, bensì nel nostro Belpaese. Attualmente gli ingredienti dichiarati contenuti nella bibita sono: acqua, zucchero, succo d’arancia (in Italia concentrazione al 12%), aromi, acido citrico e acido ascorbico (vitamina C).

Ma chissà… forse è solo fantasia…