Anna, dal posto fisso all’impresa: “Mi sono tolta dalle spalle un mostro”

Anna, dal posto fisso all’impresa: “Mi sono tolta dalle spalle un mostro”

7 Marzo 2019 0 Di il Cosmo

di Alessandro Pignatelli –

In un mondo in cui il posto fisso è un’utopia, c’è chi ha preso la vita nelle sue mani e ha deciso – in controtendenza – di abbandonarlo quel posto fisso per aprire un’attività. Con rischi connessi. Una donna coraggiosa, non c’è altro aggettivo che la descriva meglio. Da dipendente a imprenditrice. L’abbiamo intervistata per Il Cosmo. Anna Proietti, umbra, lavorava in una ditta che si occupava di caldaie da ben 15 anni prima di mollare tutto e diventare una Wedding ed Event Planner.

“La decisione è scaturita perché l’ambiente lavorativo era diventato insopportabile. La crisi economica aveva determinato l’alibi, nei capi, di non pagare se non molto lentamente e soltanto chi volevano loro. Non ho scelto di pancia, ma ho maturato l’idea negli anni. Ero stanca, iniziavo a stare male non solo mentalmente, ma anche fisicamente. E dire che il mio lavoro mi piaceva tantissimo, ma intorno c’era tanta tensione”. Ci ha messo cinque anni, Anna, per licenziarsi e ricominciare daccapo.

“La passione per fare l’organizzatrice di matrimoni l’ho sempre avuta, ma mentre decidevo di lasciare la ditta non pensavo che sarei stata una wedding planner. Il mio unico desiderio era di ripristinare un equilibrio fisico e mentale. Certo, pensavo anche che la mia scelta sarebbe stata difficile da capire perché chissà quanta gente avrebbe fatto a schiaffi pur di essere nella mia posizione di lavoro a tempo indeterminato. Ma ho pensato a me, a come mi sentivo. Non c’erano le condizioni per proseguire”.

Tante promesse dai capi per non perdere Anna Proietti. Solo promesse, però. “Fortunatamente, accanto a me ho avuto un uomo che mi ha supportato nella scelta. Anzi, è stato lui a farmi chiudere il rapporto un mese prima di quanto avevo preventivato, proprio perché vedeva come stavo”. L’approccio con il mondo che ora occupa le giornate di Anna è stato soft: “A dire il vero, ho cominciato a inviare il curriculum, ho fatto quello che chiunque avrebbe fatto. Ma mi rispondevano solo aziende fake, che nell’annuncio cercavano una segretaria front office, ma nella realtà chiedevano poi di fare tutt’altro”. Torna in mente ad Anna la passione, quella sopita, ma che mai l’abbandonata: “Mi sono documentata per capire se le mie fossero reali potenzialità per fare la wedding planner e ho visto che effettivamente avevo le caratteristiche per questo ruolo. Stranamente, il lavoro che avevo lasciato mi aveva fornito le competenze”.

A questo punto, è servito tanto studio: “Non è stato facile. All’improvviso mi sono ritrovata in un altro mondo, le abitudini e la routine erano il passato. Adattarsi subito non è semplice. Ma ricordo un episodio: pochi giorni dopo essermi licenziata, sorridevo da sola. Segno che stavo iniziando a riprendermi”. Le giornata di Anna sono sui libri e su internet: “Dovevo capire come si fa un allestimento, la filosofia che c’è dietro e tutte quelle cose che sono le basi per una wedding planner. Iniziavo la mattina e finivo la sera di studiare”. Anche dei corsi, indispensabili per avere le attestazioni professionali adatte. “Quando mi sono resa conto di essere pronta, mi sono rivolta a una web designer che ha creato il mio sito. E praticamente qui è iniziato il mio lavoro di consulente per i matrimoni”.

Ricorda il primo cliente: “Una ragazza che voleva organizzare il 40esimo compleanno del marito. Ho risposto al 100 per cento alle sue esigenze”. Anna Proietti amplia la sua attività: ai matrimoni aggiunge gli eventi, i compleanni, gli anniversari, comunioni, cresime, battesimi, addio al nubilato e al celibato. “Ho organizzato già un addio al nubilato in un resort”. I clienti sono arrivati alla nuova professionista tramite i social (in particolare instagram) e tramite il portale matrimonio.com. Tutti a caccia del loro matrimonio da sogno. “Ho iniziato non con il passaparola, ma in questo modo. Con sconosciuti”. A un anno circa dall’inizio dell’attività, Anna si dice “contenta”. Tante le proposte che arrivano dall’estero per sposarsi in Umbria: “Si chiama Destination Wedding. Una ragazza francese ha scelto Assisi, una canadese Ferentillo.

Anna, come dicevamo all’inizio, ha preso in mano la sua vita: “Che prima era gestita da altri, ora da me”. Il consiglio per chi si sente “ingabbiato” nel suo posto di lavoro è di far lavorare la fantasia: “C’è un età, come la mia, in cui non sei più giovane ma non sei neanche vecchia. Ed è in questo momento che devi prendere la decisione di cambiare, se vuoi. Altrimenti, il treno passa e non torna più”. Naturalmente, i segni che stai lavorando per qualcosa che non fa per te li devi scoprire da solo: “Se non ti trovi bene nell’ambiente in cui sei, se non sei sereno, se ne risente la tua salute anche fisica, devi fare il salto”. Conferma: “E’ duro e destabilizzante all’inizio. Ti domandi: e ora che faccio? Ma dopo pochissimo tempo l’umore è già un altro. Io mi sono sentita come se mi fossi tolta di dosso un mostro, se fossi guarita da un tumore. Era appagata e orgogliosa di me. Felice”.

Sensazioni nuove, dimenticate: “Come se fossi rinata. Avevo una gran voglia di fare e di mettermi in gioco, sentivo che sarebbe andata bene. Ho riscoperto che le stagioni esistono, che c’è una vita fuori dalle quattro mura in cui ero rimasta anche troppo a lungo. Che non esiste solo il fine settimana, in cui tra l’altro sei stanco per la settimana passata a lavorare alle dipendenze di qualcuno”.

Chiude, Anna, con una considerazione: “Forse è una scelta più facile per una donna che per un uomo perché noi viviamo in una società bigotta in cui si pensa che sia l’uomo che deve portare i soldi a casa. E che se, invece, sta a casa è un fannullone, un buono a niente”. Naturalmente non è così: chiunque può riprendere in mano la sua vita, donna o uomo che sia. E ci sono momenti in cui bisogna necessariamente farlo per non avere rimpianti, per non stare male, per non abbrutirsi. Ci sono momenti in cui la vita va necessariamente ripresa in mano, anche se talvolta può sembrare di star facendo un salto nel vuoto.