Atleti centenari: gli ultra veterani che insegnano l’agonismo alle nuove generazioni

Atleti centenari: gli ultra veterani che insegnano l’agonismo alle nuove generazioni

7 Marzo 2019 0 Di il Cosmo

di Deborah Villarboito –

Gli ultracentenario ci affascinano. Ci chiediamo quale sia il loro segreto di lunga vita. L’ammirazione cresce quando poi riescono in cose straordinarie, soprattutto nello sport. Ce lo dimostra ancora Peppe Ottaviani ad esempio, che a 103 ha partecipato lo scorso mese ad Ancona ai Campionati Italiani indoor. A 100 anni di età, ha vinto l’ennesima medaglia d’oro mondiale della sua fascia di età, nel salto in lungo. Altri italiani sono notevoli. Ad esempio Vittorio Colò, atleta e sportivo fino a 95 anni, ancora uomo attivo ma non più sportivo a 101 anni, dopo il ritiro ha deciso di suicidarsi nel 2012.

Altro nome è quello di Don Pellmann, nato a Milwaukee nel 1915 che nel corso dei “San Diego Senior Games” del 2015 ha corso i 100 metri in 26”99, saltato in alto 0,90 metri nessuno lo aveva mai fatto in precedenza, come nel salto in lungo, 1,78mt, lanciato il peso a 6,56mt, il disco a 14,86mt. Non è riuscito solo a stabilire anche il record del salto con l‘asta, gara in cui ha mancato la misura d’ingresso a 1,37mt. L’americano, ancora in vita, non è certo nuovo ai record mondiali master. In gioventù fino all’università ha praticato atletica e altri sport di squadra senza particolari risultati di rilievo nazionale; poi s’è dedicato al lavoro e alla famiglia, giocando saltuariamente a tennis; verso gli 80 anni ha scoperto l’atletica master e dai 90 in poi è diventato un “super-atleta”. Il giapponese Hidekichi Miyazaki, comparso lo scorso gennaio a 109 anni, ex-recordman dei 100 metri è un altro esempio: aveva dichiarato di voler sfidare anche Bolt.

Il ciclista francese Robert Marchand, dal fisico minuto, ha 107 anni e non vuole scendere dalla bicicletta. Ha festeggiato in sella, il compleanno lo scorso novembre, percorrendo ben 20 chilometri tra Privas e Rouzin (nella regione dell’Ardèche, nella sua Francia). L’ultracentenario, passato alla storia per aver siglato il record dell’ora riservato agli over 100 (22,547 chilometri nel 2016 al Velodromo di Saint-Quentin en Yvelines), è stato accompagnato in questa pedalata da una trentina di ciclisti dimostrando di poter ancora togliersi della soddisfazione anche se la UCI ha invalido la sua richiesta di ritoccare il primato dell’ora: i medici hanno cercato di convincerlo a smettere con l’attività agonistica proprio per la veneranda età). Nella corsa a piedi, addirittura nella classica maratona di 42 chilometri, c’è poi l’altro fenomeno, l’indiano sikh e vegetariano Fauja Singh, nato nel 1911, che ha gareggiato nelle maratone competitive fino a 101 anni di età.

Anche in montagna eccellono gli anziani, favoriti dal fatto che la lunga camminata lenta e regolare sia perfetta per il loro fisico e al corpo umano in generale. In qualunque sede del Club Alpino Italiano (CAI) vi racconteranno aneddoti sui vecchi iscritti ancora in attività. Se schivano gli acciacchi, gli anziani possono essere grandi camminatori. E, anzi, le continue camminate aiutano a prevenire le malattie, purché con buon allenamento e a velocità non eccessiva, per non produrre radicali liberi che invecchiano. Nel Trentino sono diventati famosi i “super-nonni di Bieno”, come li chiama la stampa locale. Camillo Santambrogio, di 84 anni, e Otto Dellamaria, di 83, due o tre volte a settimana fanno escursioni di 10-20 chilometri con dislivelli di 1000-2000 metri, partendo da questa località. E quelli che si accodano non riescono a stargli dietro.

Anche le donne non sono da meno. La scrsa primavera, Julia Hawkins, una nonnina di 102 anni è stata capace di scrivere una pagina importante nella storia dei campionati “Master”. Nel Maryland, la Signora Hawkins ha contratto il tempo ed ha stabilito il nuovo record mondiale dei 60 metri piani per atlete centenarie. Il tempo di 24 secondi e 79 centesimi è il nuovo primato, nonché punto di riferimento.

Atleti straordinari, uomini e donne, che dimostrano come spesso i limiti siamo dentro di noi e non  fuori. Questo è l’esempio di sport che ci piace.