Chiara, la passione per l’innovazione e la voglia di toccare le stelle grazie alla Nasa

Chiara, la passione per l’innovazione e la voglia di toccare le stelle grazie alla Nasa

Chiara Chiesa ha 41 anni e vive a Brescia. È una madre, che ha avuto una vita difficile da donna, con non pochi problemi a livello famigliare e lavorativo, soprattutto con gli uomini che non la prendevano sul serio quando si impegnava per la sua passione. Non si è mai arresa ed rinata grazie proprio a quella passione che da sempre l’ha animata. Chiara organizza dal 2018 l’hackathon più grande del mondo, la Nasa Space Apps Challenge nella sua città natale, Brescia.

Chiara Chiesa – Foto Antonio Fowl Stark

Dopo gli studi in Lingue e Letterature Straniere con indirizzo in Scienze della Comunicazione all’Università Cattolica di Brescia, ha continuato a formarsi in ambiti specifici per affinare la sua professionalità. Il suo esordio nel mondo del lavoro è avvenuto tardi, solo sei anni fa, per vicissitudini personali, con un ruolo di pubbliche relazioni per una piccola agenzia di comunicazione bresciana. La collaborazione con l’agenzia Advincere le ha permesso di iniziare il suo percorso. «Ho sempre avuto interesse per la comunicazione, ma la mia grande passione sono il futuro e l’aerospazio – ci racconta Chiara – Ho iniziato a seguire da vicino, attraverso tutti i social media le nuove tendenze tecnologiche e questo mi ha portato ad appassionarmi all’innovazione tecnologica aerospaziale e all’economia new space, fino a lavorare come public relations nel settore aerospaziale».

«Devo dire che l’ambito aerospaziale mi stimola davvero tantissimo. Quello che però ha cambiato davvero il corso della mia storia è stato leggere sui social l’annuncio dell’evento Nasa Space Apps Challenge di Vicenza nel 2017. Non essendo un ingegnere aerospaziale, ho trovato in questa gara un’opportunità unica per avvicinarmi ancora di più al mondo dell’aerospazio. Avendo visto che non c’erano limiti di età, né requisiti di studio particolari, con grande entusiasmo e curiosità ho deciso di partecipare». Un’ambizione che ha portato a una nuova svolta nella vita di Chiara: « È una gara che si svolge in contemporanea mondiale, con obiettivi strettamente legati agli sdg goals 2030 (Obiettivi di Sviluppo Sostenibile) che prevede soluzioni a problematiche sia terrestri che spaziali con progetti Open Source – continua -Nel mio piccolo quando ho partecipato ho coinvolto un amico produttore di canapa del nord Italia, che ha invitato a sua volta un amico di origini cinesi appena laureato alla Bocconi. Insieme abbiamo creato un progetto per la coltivazione della canapa nella fascia subsahariana per combattere la fame. La canapa può infatti essere utilizzata come cibo altamente proteico ed è una coltivazione al cento per cento sostenibile. Addirittura questa pianta riesce ad assorbire gli inquinanti dal terreno, e da questa si possono ricavare fibre, combustibile, bioplastiche e tanto altro, aiutando l’economia di quei paesi svantaggiati. Ero anche molto curiosa di capire come si sarebbe svolto questo contest».

Foto Antonio Fowl Stark

Avendo visto che chiunque con le proprie risorse può fare qualcosa per migliorare il mondo, Chiara Chiesa ha deciso che avrebbe organizzato questa gara anche nella sua città, Brescia. La prima edizione si è tenuta lo scorso ottobre. Un progetto che parte dalla Nasa stessa e che coinvolge quasi tutti i Paesi del mondo. Chiunque può partecipare, non ci sono limiti di età. Si parte dai minori di 13 anni (che devono essere accompagnati), fino a persone anche più mature. Si lavora in team già formati o creati dagli organizzatori in base ai partecipanti. Una settimana prima dell’evento la Nasa fornisce i temi, che i partecipanti devono sviluppare nell’arco delle 24 ore. Ci sono diversi livelli di lavoro che si possono scegliere, rigorosamente in inglese. Molti i premi locali notevoli per tutti i partecipanti e due team per città vengono inseriti nella finale mondiale. Il premio globale è una visita allo Space Kennedy Center in Florida, per vedere il centro e assistere ad un lancio.

Foto Antonio Fowl Stark

«Se, da studentessa, avessi avuto un’occasione del genere per entrare in contatto con questa realtà che è la Nasa, in un settore in piena evoluzione, probabilmente avrei deciso di fare l’ingegnere aerospaziale. Allora mi sono detta: “Voglio dare questa opportunità ai giovani bresciani, affinché capiscano quello che già fanno i loro coetanei nel mondo e perché possano avvicinarsi alla new space economy, un settore in grande espansione che potrebbe essere una scelta vincente per il loro futuro, e per quello del nostro Paese». La seconda edizione organizzata sempre da Chiara Chiesa, con Andrea Giannattasio, si terrà ad ottobre, il 19 e 20, e questa estate verranno aperte le iscrizioni.

«Vorrei lasciare un messaggio a tutte le donne, che per vari motivi, come la famiglia, gli affetti, o situazioni difficili, si accontentano di lavori non soddisfacenti. Le donne, invece, anche a costo di sacrifici, dovrebbero trovare la loro passione e seguirla. In Italia chi può, deve cercare di puntare in alto, con un occhio al bene della comunità, perchè se miri alle stelle, arriverai almeno in cima alla montagna».

Foto: Antonio Fowl Stark

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