#èL8marzoAncheOggi: l’hashtag tutto al femminile che ci fa riflettere

#èL8marzoAncheOggi: l’hashtag tutto al femminile che ci fa riflettere

7 Marzo 2019 0 Di il Cosmo

di Antonella Lenge –

28 figure femminili portatrici dei valori più disparati che sfilano su Facebook e, godendo di questa rinnovata gloria non programmata, fanno riflettere sul senso della vita e su quanto le donne siano capaci.
Abbiamo intervistato Davide, un ragazzo che vive in un paesino del varesotto padre di questa originale iniziativa che lo ha visto, nel mese dall’8 febbraio all’8 marzo, alla guida dell’hashtag #èL8marzoAncheOggi, ha dato vice alle donne più potenti del Pianeta.

Da Lepa Radic ad Anna Magnani, passando per Eluana Englaro e Marta Salogni, nell’hashtag celebrativo trovano un posto da degne protagoniste anche “Fulvia”, il personaggio interpretato da Monica Vitti che ci insegna che oltre alla bellezza c’è di più, Simona Atzori che sa brillantemente andare oltre la sua disabilità, inevitabilmente Rita Levi Montalcini, quella “piccola signora dalla volontà indomita e dal piglio di principessa” e Tina Anselmi, che potremmo identificare come la madre delle Pari Opportunità.
Contro il pregiudizio negativo verso le donne trasgressive, il 12 Febbraio si celebrava Caresse Crosby, mentre il 16 febbraio interveniva Franca Viola a ribadire il rifiuto del matrimonio riparatore perchè la donna “non è proprietà di nessuno”. Ad insegnarci che “non sei mai troppo piccolo per fare la differenza” ci pensa Greta Thunberg il 28 febbraio. Non manca il riferimento alla pura fede calcistica che, con l’immagine delle Juventus Women, veicola l’elogio a tutte quelle donne che hanno saputo scavalcare lo stereotipo secondo cui “per le donne c’è la danza”. Affettuoso il riferimento alla cara nonna e alla sua Professoressa universitaria, entrambe educatrici a modo loro.

Insomma, questo hashtag ci permette di immaginare un corteo di donne vincenti: nella politica, nelle arti, nella medicina, nello sport o nei diritti umani; un corteo di donne rivoluzionarie ma estremamente autentiche che ci hanno lasciato in eredità delle lotte da continuare o delle vittorie di cui approfittare.
Ringraziamo queste donne e Davide, per aver messo in mostra la poliedricità femminile non solo l’8 marzo.

  1. Come nasce l’idea di celebrare ogni giorno una donna attraverso un post su Facebook?
    L’idea nasce come un gioco: era l’8 febbraio, erano giorni in cui si parlava della memoria delle Foibe..e ogni volta che ci si avvicina ad una giornata della memoria oppure ad una festa, molti, tra i quali anche io, escono con la solita frase: “si deve ricordare tutti i giorni”.. e quindi mi son detto: “Ma sí, dai proviamo a ricordarci di qualcosa non solo per un giorno, ma per un mese”: ed ecco #èL8marzoAncheOggi. ..insomma un gioco, un ritagliarsi 10 minuti al giorno per questa festa.
  2. C’è una donna, tra tutte quelle celebrate, che preferisci? Se sì, per quale motivo?
    Da buon Italiano quasi trentenne credo di non poter non dire “la mia mamma”, a parte questa santa donna che oltre a me deve sopportare altri due uomini, diciamo un tantino estrosi, direi tre donne: Maria Teresa di Calcutta che è l’emblema dell’amore disinteressato, la Magnani per passione e Franca Viola che credo avrebbe meritato molta più notorietà seppur la sua storia sia molto violenta.
  3. Come hanno reagito le persone che hai taggato? Hanno accolto volentieri il compito?
    L’idea del taggare è un po’ una goliardata per dare un po’ di eco alla cosa, però ammetto che leggere i post di altre persone, alcuni anche di persone che non conosco mi ha fatto molto piacere, ho scoperto delle storie che non conoscevo. In generale non so dire se hanno accolto tutti l’invito, nel complesso ho visto una bella partecipazione…
  4. Se dovessi definire “la donna” quali aggettivi useresti?
    Ho scelto di parlare di una donna ogni giorno proprio per non dover riassumere tutto in una definizione o in qualche aggettivo. 
     5. Il miglior augurio che potessi fare a una donna?
    Il miglior augurio che faccio alle donne è di poter fare ed essere quello che reputano giusto senza dover pensare al giudizio, sia di uomini che di altre donne. Auguro quindi alle donne di iniziare a rispettarsi tra di loro ed esigere il rispetto e le tanto agognate pari opportunità. Auguro di lasciar perdere tutte quelle questioni di forma sull’utilizzo di parole di genere femminile (sindaca, architetta etc.) ma di trovare il modo per cambiare la nostra cultura pizza e testosterone, ognuna con lo stile che più predilige. Buona festa della donna.