Giulia Bezzi: il Web come strumento per la rivalsa di un Paese

di Sabrina Falanga –

«L’online è il contenitore di tutto ciò che esiste offline, con l’aggiunta di essere anche amplificato». È così che descrive l’universo 2.0 Giulia Bezzi, Seo Specialist e imprenditrice, che è stata capace di unire la sua parte creativa a quella più pratico-logica, dando vita a una figura, la sua, più unica che insolita. Anche quest’anno, l’1 e il 2 marzo, è stata al fianco dell’esperto di Digital Strategies Salvatore Russo sul palco del Seo&Love a Verona, l’evento dedicato al mondo della comunicazione – e per l’edizione 2019 anche dell’informazione – online.

«Mi sono diplomata al Liceo Artistico perché sono nata con una predisposizione verso la creatività: trasformare, però, questa mia passione in lavoro mi faceva paura perché mi rendevo conto che così come c’erano tante possibilità di poter vivere economicamente di arte, ce n’erano molte anche per non riuscire. Per questo – racconta Giulia – mi sono laureata in Scienze Ambientali, facendo leva su quelle che sono altresì le mie capacità logico-matematiche. Un percorso di studi, questo, che mi ha permesso di lavorare diversi anni come responsabile ambientale per conto di una società».

La risposta con cui Giulia affronta la fatidica domanda relativa alle insoddisfazioni della professione che svolgeva, è profondamente descrittiva di quanto il suo desiderio di poter fare del bene all’altro, attraverso se stessa, sia grande: «Pensavo che avrei potuto salvare il mondo, che avrei potuto pulire l’universo dall’inquinamento. Ma questo, ovviamente, non era possibile».

“Sono tempi duri per i sognatori” viene detto nella celebre pellicola francese “Il favoloso mondo di Amelie” ed è quello che, d’istinto, viene da pensare quando la si sente parlare. Eppure Giulia non è una sognatrice: i suoi desideri, per quanto grandi, non rimangono in un etere irrealizzato, ma si trasformano in opportunità reali grazie alla sua capacità intrinseca di unire le sue due anime.

«Mio fratello era già un “piccolo nerd”, poiché era software architect (colui che nella progettazione dei sistemi informatici è in grado di produrre una progettazione ad alto livello, includendo standard di codifiche, di ambienti e meccanismi d’automazione, ndr). Fu lui a domandarmi come mai, di fronte alla mia insoddisfazione, non prendessi in considerazione l’idea di tornare a scrivere, a creare, tornando così a innaffiare quella parte creativa lasciata a secco per anni. Attraverso di lui inizio a fare del copywriting, finché non capisco che è arrivata l’ora di fare il passo decisivo. Do via, così, al mio lavoro in autonomia, in un settore che sentivo profondamente mio perché mi dava la possibilità di esprimere pienamente la mia dualità professionale, che vedeva una capacità estrosa, creativa e quella più analitica. È proprio attraverso questo percorso – continua Bezzi – che ho conosciuto Salvatore, poiché ai tempi lui era uno dei maggiori esperti di Google MyBusiness. Non so come sia riuscito a convincermi, ma… Mi ha contattata per dirmi che aveva a disposizione una sala e che lì avrebbe voluto dare vita alla prima edizione del Seo&Love. Questo ci ha permesso di unire le nostre competenze, conoscenze e capacità e di iniziare a lavorare insieme sotto diversi aspetti. Oggi sono felice, finalmente, di quello che faccio: mi piace l’idea di lavorare in maniera atipica rispetto a quello che le persone pensano del mondo del lavoro. L’ordinario non fa per me».

Una partnership, quella con Russo, che le ha permesso anche di guardare al suo stesso mondo con occhi diversi: «Ho apprezzato fin da subito, fin da quando lo conobbi, il suo cosiddetto “altruismo digitale”: mi ha insegnato che è fondamentale fare in modo che tutti comprendano le informazioni del Web, semplificandole. È compito nostro. Purtroppo un imprenditore non è obbligato a conoscere le regole e il funzionamento del marketing, come invece è obbligato a fare di altri aspetti del suo lavoro, come la sicurezza. Questo predispone l’imprenditore italiano a un’ignoranza totale del mondo della comunicazione e del marketing, che spesso è deleteria proprio per la sua azienda, per il suo lavoro, in particolar modo oggi, che ci sono alte possibilità che i suoi competitors sull’online sappiano muoversi bene.

Sono proprio le aziende, gli imprenditori i protagonisti della sua mission personale e professionale: «La mia mission nasce innanzitutto dall’amore profondo che ho per il mio Paese: soffro tantissimo l’incapacità dell’Italia di primeggiare, perché siamo stati la culla della civiltà e dopo abbiamo fatto la storia dell’industria. L’online, ormai, è il mondo offline amplificato: non possiamo permetterci di essere così indietro, in questo settore. Desidero portare le aziende grandi a brillare, uscendo dalla mediocrità, proprio attraverso questo grande strumento chiamato Web».

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