I tracker

I tracker

7 Marzo 2019 0 Di il Cosmo

di Fabiana Bianchi –

Nelle scorse settimane abbiamo scoperto quello che è probabilmente uno dei metodi di organizzazione più versatili: il bullet journal. Particolarità di questo tipo di agenda è il fatto di potervi inserire pressoché ogni tipo di contenuto. Uno degli strumenti più usati all’interno del bullet journal è il “tracker”, ossia il “tracciatore”: schemi che permettono di monitorare l’andamento di attività o abitudini.

Il sistema è molto semplice: come si vede nella foto, è sufficiente tracciare schemi dove ogni spazio corrisponda a un giorno, per poi colorare o barrare la casella corrispondente ad attività compiuta.

Ma qual è l’utilità di tracciare le attività? I principali vantaggi sono due. Da un lato, si tratta di un piccolo espediente psicologico: il fatto di potere poi colorare o barrare quel quadratino può essere un incentivo a svolgere l’attività in questione. Dall’altro, il fatto di potere osservare l’andamento di un’abitudine o un fenomeno nell’arco di un lungo periodo di tempo, per esempio un mese, fornisce un colpo d’occhio immediato sulla frequenza.

Le cose da tracciare sono pressoché infinite. Quelli più diffusi sono i cosiddetti “habit tracker”, ossia “tracciatori delle abitudini”. Si possono colorare i quadratini relativi ai giorni in cui è stata svolta dell’attività fisica, in cui è stata pulita la casa, ci si è alzati entro una certa ora, in cui si è mangiato sano o simili. In generale, gli “habit tracker” sono molto utili quando si vuole acquisire una nuova abitudine o ci si pone un obiettivo: per esempio quello di leggere almeno mezz’ora ogni giorno, oppure di assumere le cinque porzioni raccomandate di frutta e verdura. Un consiglio: come abbiamo visto qualche settimana fa, introdurre una nuova abitudine nella propria vita è un processo che richiede una certa calma. È sconsigliabile, quindi, usare i tracker per cercare di assumerne troppe nello stesso momento, oppure fissare decine di obiettivi: meglio procedere per piccoli passi.

Con lo stesso meccanismo, i tracker possono essere utilizzati in ambito lavorativo: un commerciante, per esempio, può segnare tutti i giorni in cui raggiunge un obiettivo minimo di incasso, un correttore di bozze può annotare quando raggiunge l’obiettivo di pagine lavorate e così per gli altri lavori.

Un uso particolare dei tracker è poi quello che si fa nell’ambito della salute. Tale strumento può essere utile anche per essere mostrato ai medici. Chi soffre di un determinato disturbo ricorrente, come può essere per esempio il mal di testa, può segnare su un tracker i giorni in cui si ripresenta, usando magari colori o annotazioni diverse in base alla sua intensità. In questo modo, sarà in grado di descrivere con precisione ai medici con che frequenza e intensità questo si ripresenta e notare eventualmente delle correlazioni con particolari periodi o attività.