The Voice: Whitney Houston e il destino di una donna che ha cambiato la storia della musica

The Voice: Whitney Houston e il destino di una donna che ha cambiato la storia della musica

7 Marzo 2019 0 Di il Cosmo

di Paolo Pavone –

Le donne in musica: quante? Quante hanno scritto la storia della musicale mondiale? Molte, anzi moltissime. Quando? Da sempre, da quando si sono rincorse le classifiche, da quando si è tentato di registrare in statistiche i numeri che offriva e offre la musica. Non è mai facile misurare con precisione chi presenta il guizzo migliore, l’intuizione più azzeccata, specie se si parla di note, suoni e atmosfere; è facile però scorgere l’effetto che certi artisti hanno sulle masse.

Facile no? Stiamo parlando di visi segnati dalle lacrime, di pianti emotivi, di quel- li che eruttano perché un brano ha scombussolato qualcosa là sotto dove si muovo le viscere; parliamo di urla, di svenimenti, di platee che si muovo- no a ritmo di grancassa. Ecco queste sottigliezze, che non sono affatto sottigliezze, hanno trascritto la differenza tra chi ha fatto la differenza e chi no; tra chi ha trascinato intere generazioni e chi è sta- to semplicemente di passaggio.

Facciamo un po’ di nomi? Facciamone uno; uno che ne vale forse cento per tanti motivi: numeri, fan, riconoscimenti e, perché no, destino. Whitney Houston: 22 milioni di dischi venduti, singoli al primo posto con record di permanenza in vetta (i will always love you. Ci rimase per 14 settimane), un album che ancora oggi detiene il record di settimane al numero uno: 20 settimane consecutive (nessuna donna, negli ultimi 56 anni, è mai riuscita a permanere così a lungo in chart; Adele è a quota 19 con l’album 21) Stiamo parlando della celebre colonna sonora del film Bodyguard, indimenticabile movie che vede- va la stessa Houston fiancheggiare Kevin Costner in una love story dall’happy ending.

Diverso invece l’epilogo della star statunitense nata a Newark il 9 agosto del 1963: sì, perché se da un lato il suo percorso offriva le migliori prospettive, quello privato ha senz’altro trascritto una storia diversa. Il tormentato matrimonio con la pop star Bobby Brown, i problemi di dipendenza da sostanze stupefacenti hanno schiaffeggiato il talento cristallino della singer che più volte ha dovuto fare i conti con un destino beffardo.

Un destino che la porta in un hotel a Beverly Hills, una maledetta notte di un febbraio qualunque: era l’11, una data invece che il mondo intero della musica non scorderà mai. Per- ché Whitney da quell’albergo non se ne andrà più: un overdose la stronca a soli 49 anni, una fine forse già segnata, un tormento che non avrebbe potuto aver epilogo diverso: la sua voce che non tradiva mai, ha lasciato un silenzio che molti stentano ancora a credere. D’altronde lei, la regina, The Voice, come la chiamavano, lo aveva sempre detto: “Il talento non basta, c’è dietro una vita intera da saper portare in spalla; Nessuno mi fa fare qualcosa che non voglio fare. È una mia decisione. Quindi il mio più grande demone sono io. Sono il mio miglior amico o il mio peggior nemico.”

Il 5 marzo del 1991, la Houston balzava in vetta alle classifiche con All the Man i need: la ricordiamo così, in questo marzo che è appena cominciato. Buon ascolto e buon inizio!