Toglietemi tutto, ma non la caramella al limone

Toglietemi tutto, ma non la caramella al limone

7 Marzo 2019 0 Di il Cosmo

di Michela Trada –

In fondo dai, ammettiamolo: certe uscite più che generare rabbia fanno sorridere. Come si fa, infatti, a non farsi una chiassosa risata dopo aver letto la news di Trenitalia che promette caramelle al limone (attenzione: fino ad esaurimento scorte) in omaggio alle signore che prenderanno il treno il prossimo 8 marzo? Ci va molta fantasia a partorire un’iniziativa del genere alla quale risponderei, da genitore, “mi raccomando figlia mia, ricordati che non si devono accettare caramelle dagli sconosciuti”.

Perché nel 2019, nonostante tutto, siamo ancora qui a celebrare la festa della donna sebbene io non ricordi di stappare champagne durante i 12 mesi in corso per una fantomatica festa dell’uomo. Come già scrissi 365 giorni fa, ogni ventiquattrore deve essere un venerdì otto marzo. Festeggiamo a suon di mimose e caramelle quando poi i numeri delle violenze nei confronti del gentil sesso sono impietosi e in Italia nemmeno gli asili nido sono a misura di mamma.

A fianco dei volantini simpatici, sulle bacheche di Facebook si trovano poi anche quelli di propaganda perché non sia mai che in Italia si perda un’occasione utile per fare proselitismo.  Per alcuni esponenti del Carroccio di Crotone, a ledere la dignità della donna sarebbe tutto ciò che mette in discussione il suo ruolo di mater familias (non sono stati risparmiati gay e migranti nemmeno a sto giro). Insomma, la donna che lavora proprio non piace ai più, meglio tornare alle tradizioni antiche dove a portar a casa la pagnotta è il marito.

Se il venerdì sera diventa, però, occasione per rivendicare diritti a suon di spogliarello, poniamoci anche noi femme fatale alcuni interrogativi.