Un anno senza Davide Astori

Un anno senza Davide Astori

7 Marzo 2019 0 Di il Cosmo

di Franco Leonetti –

Il 4 marzo 2018 moriva Davide Astori. Una scomparsa improvvisa che ha lasciato sgomento tutto il mondo del calcio italiano. Un anno dopo il capitano della Fiorentina è sempre nelle menti e nei cuori di tutti gli appassionati. Lodevole l’iniziativa della Lega di commemorare, al minuto 13 di ogni match, per 13 secondi, la figura dell’ex nazionale italiano. Inutile ribadire che il 13 era il suo numero di maglia.

In quei pochi secondi si è vista, ancora una volta, la grande partecipazione degli attori principali sul campo, e dei tifosi sugli spalti, raggrumata attorno alla figura di quel ragazzo sfortunato. Le lacrime di Ilicic a Bergamo, hanno racchiuso tutti i sentimenti globali. Lunedì 4 marzo si è tenuta una celebrazione religiosa nella chiesa parrocchiale di San Pellegrino, in provincia di Bergamo, paese natale del ex difensore. Una messa quasi intima, con la famiglia, gli ultimi compagni, gli amici, ha suggellato un fine settimana dedicato al ricordo di Davide Astori, nel primo anniversario della tragica e improvvisa scomparsa. “Continuate a ricordarlo” è il desiderio espresso dai genitori del capitano della Fiorentina in una lettera aperta.

“Davide è un capitano che ha dato frutti da vivo ma anche da morto: con il suo ricordo ardente in tutti dà ancora frutti”, ha detto don Gianluca Brescianini, nell’omelia della cerimonia voluta dalla famiglia Astori, da papà Renato, mamma Anna, dai fratelli Marco e Bruno, dalla compagna del giocatore Francesca che lo rese padre tre anni fa di Vittoria.

Un anno senza Astori, senza la sua gentilezza, senza il suo sorriso, senza la sua simpatia e la voglia di ridere, come hanno sottolineato, nelle settimane scorse, tanti suoi ex compagni e amici, che hanno condiviso insieme, momenti piacevoli della carriera e momenti bui fatti di ritiri, magari dopo risultati negativi sul campo. La scuola calcio del suo paese gli è stata intitolata, Astori, pur nella tragedia immane della sua prematura scomparsa, ha unito tutte le tifoserie d’Italia. Cosa più unica che rara. Anche se il nostro Paese calcistico ha ancora molto da crescere per assimilare una vera lezione di sportività che parta dalle radici.

È bastato un rigore inesistente, assegnato dal Var, un paio di settimane fa tra Fiorentina e Inter, per assistere ad uno scempio tutto social, con sfogatoi atroci e inverecondi che nominavano in maniera irrispettosa proprio Astori. Un’assuefazione vergognosa da abolire subito, quando le cose non vanno bene o qualcuno pensa di aver subito un torto, alcuni energumeni senza anima e sensibilità umana, tirano in ballo i morti e la loro memoria: è accaduto per Scirea, è successo anche per Davide numero 13. L’appello della famiglia Astori rimanga nelle menti e nei cuori delle persone, di quelle che sanno usare sentimenti, pietas e raziocinio, gli altri dovrebbero astenersi o venir censurati pesantemente a riguardo di commenti spregevoli e indegni di un essere umano. Ciao Davide Astori, te ne sei andato troppo presto, ma da lassù sei e sarai un modello vivido da seguire e ricordare.