Valeria e la robotica educativa: “Voglio cambiare il sistema scolastico italiano”

Valeria e la robotica educativa: “Voglio cambiare il sistema scolastico italiano”

7 Marzo 2019 0 Di il Cosmo

di Deborah Villarboito –

C’è chi a 11 anni fa i capricci per l’ultimo giocattolo pubblicizzato e chi invece si costruisce un robot personale seguendo un tutorial di Youtube. Valeria Cagnina, ha solo 18 anni, ma è già imprenditrice e la cosa le piace. Appassionata, dunque, di robotica fin da piccola, si è avventurata proprio da bambina al mondo della robotica. «Per il mondo dei grandi non era molto normale che una bambina costruisse un robot seguendo i tutorial di Youtube. Così ho iniziato a partecipare a varie conferenze in giro per l’Italia, che mi hanno portato poi a 14 anni a parlare in un TEDx – ci spiega Valeria – volevo arrivare a costruire robot più complessi e fare cose più difficili. Non mi bastava costruire semplici robot con Arduino. Così a 15 anni sono stata, con borsa di studio, all’MIT di Boston come senior tester. Ho passato l’intera estate lì costruendo un robottino nel progetto Duckietown. Questo doveva essere in grado di andare in giro da solo per la città, evitando i pedoni e gli altri veicoli, fermandosi agli incroci, leggendo i cartelli stradali. Nel mio ruolo dovevo semplificare i tutorial universitari e renderli fattibili per i ragazzi delle superiori. Dopo essere tornata da Boston, ho scoperto che l’educazione può essere divertente, che si può imparare giocando, non per forza annoiandosi dietro ad un banco a scuola».

Ecco allora l’illuminazione in una mente già vivace: portare lo stesso sistema da Boston in Italia. All’inizio con semplici lezioni, poi le richieste sono cresciute in maniera esponenziale. Così a 16 anni ha fondato la sua azienda di robotica educativa che sta diventando sempre più grande. Da un anno ha un socio, Francesco Baldassarre, con cui porta la sua particolare metodologia educativa in giro per l’Italia, tutta l’Europa e il mondo, arrivando anche a San Francisco e Boston.«Insegnamo attraverso la robotica sia le hard sia le soft skills utili anche nel mondo del lavoro. Facciamo questa attività partendo dai bambini di tre anni, fino ad arrivare a ragazzi più grandi, adolescenti, ma anche adulti e insegnanti. Abbiamo fatto corsi certificati Miur per insegnare ai docenti che vogliono portare in classe la robotica in maniera divertente. Arriviamo anche a contesti aziendali: abbiamo fatto team building ad aziende come Michelin, Allianz, Electrolux, per citarne alcuni – continua Valeria – Cerchiamo di fare divertire insegnando creatività, capacità di lavorare in gruppo, di essere leader, problem solving, fantasia, che possono applicarsi sia ad una cosa divertente come può essere la robotica e in poche ore costruire un robot in grado di saltare, volare e correre. Nello stesso modo si può divertirsi applicando queste cose al mondo che si vive tutti i giorni».

Pochi e semplici punti rendono particolare il progetto di Valeria: «Cerchiamo di trasmettere le dieci regole della nostra scuola. La prima è che niente è impossibile e nella nostra scuola è vietato dire non ce la faccio, perchè pensiamo sia solo un blocco mentale per convincerci ad arrenderci. Anche il libero uso di device e internet, che nelle nostre scuole non avviene, è fondamentale. Secondo noi, se si insegna ai bambini e ai ragazzi ad usare internet, gli smartphone e i computer nel modo corretto potranno capire che su Youtube non si trova solo il video del videogioco di turno, ma ci si può anche formare, imparando un lavoro acquisendo delle competenze – spiega Valeria – Il nostro obiettivo è quello di stravolgere il mondo dell’education, anche con una rete di ambassador che abbraccino la filosofia della nostra scuola e che vogliano diffonderla in altre realtà italiane o europee, con l’obiettivo di fare imparare al maggior numero di bambini, ragazzi e adulti in un modo divertente per scoprire la loro passione e poterla inseguire».

Particolare Valeria, con le idee chiare e non poche difficoltà incontrate vista appunto la giovanissima età: «Fino allo scorso anno ho frequentato la scuola normalmente, fino alla quarta superiore. Il problema è che la scuola pubblica tradizionale italiana, non riesce a capire che tu possa allo stesso tempo avere una passione e inseguirla al di fuori della scuola e studiare nello stesso tempo. Quindi sono stata obbligata a non frequentare più normalmente, anche se avevo voti molto alti senza problemi. La scuola cerca di appiattire tutti. Cerca di far fare a tutti le identiche cose. Ho già passato l’esame per essere ammessa al Politecnico di Milano per fare ingegneria informatica e darò la maturità da privatista, sempre proseguendo in contemporanea la mia azienda».

I sogni hanno ragioni che il “Sistema” non ha. Un sogno grande come la sua passione si affaccia nel suo futuro, che non punta a lavorare in grandi aziende, ma a coltivare il suo progetto: «Quello che ho scelto è di rivoluzionare proprio un Paese come l’Italia che è molto indietro rispetto a realtà come l’America e il nord Europa. Proprio partendo da qui vogliamo dare la possibilità ai vari bambini, ma anche agli adulti, di cambiare il modo in cui pensano e si approcciano alla tecnologia, non in modo passivo, ma vogliamo dare la possibilità alle persone di avere un approccio attivo e di appassionarsi a qualcosa in campo tecnologico e non solo – conclude Valeria – In futuro ci piacerebbe avere nella nostra azienda un ramo di ricerca e sviluppo per costruire direttamente noi tutte le strumentazioni che usiamo e magari non fare diventare la nostra scuola un’attività pomeridiana, ma una vera e propria, che i ragazzi possano frequentare al posto di quella tradizionale per imparare tutte le materie in un modo diverso, che trasmetta passione e divertimento. Nnon nel modo noioso come fa normalmente la scuola italiana, per dare la possibilità ai bambini di andare a scuola contenti di andarci».