Se il nuovo Messia è un folle o se siamo folli noi a non riconoscerlo

Se il nuovo Messia è un folle o se siamo folli noi a non riconoscerlo

11 Marzo 2019 0 Di il Cosmo

C’erano le telecamere della tv e lui deve essersi detto che non c’era occasione migliore per confessare davanti a tutti che era il nuovo Messia. Per di più, lo ha fatto durante la messa, momento più consono davvero non poteva esserci. Solo che nessuno gli ha creduto e la polizia lo ha portato via in evidente stato di agitazione. Il tutto durante l’eucaristia celebrata nella basilica di Sant’Andrea delle Fratte, a Roma, nella prima domenica di quaresima.

Mentre il sacerdote stava celebrando e aveva appena terminato l’omelia, il presunto secondo Messia della storia del mondo cristiano si è avvicinato, è salito sull’altare, ha preso il microfono e ha detto: “Sono Dio sceso sulla terra”. La messa era registrata e sarebbe stata mandata in onda successivamente su Rete 4. E’ stata sospesa finché le forze dell’ordine non hanno portato via l’uomo di mezza età.

Ci sono stati anche momenti di paura. L’uomo non voleva essere avvicinato da nessuno, alcuni fedeli sono andati via per paura di reazioni incontrollate. La chiesa appartiene ai Frati Minimi, che hanno provato a …minimizzare: “Non è la prima volta che succede, un episodio simile ci è capitato un anno e mezzo fa. Chiederemo che d’ora in avanti ci sia un presidio delle forze dell’ordine durante le celebrazioni, soprattutto quelle che vengono trasmesse in diretta”.

Insomma, arriviamo anche alla chiesa militarizzata. E a un quesito: la follia di oggi viene sempre tacciata come tale. E non c’è dubbio che anche in questo caso si trattasse di questo. Ma se un giorno qualcuno se ne andasse in giro a dire di essere il Messia, Dio in terra, come fece 2019 anni fa il vero Gesù Cristo, noi ci comporteremmo né più e né meno come gli imperatori romani. Ossia, faremmo smettere il nuovo Gesù di parlare. Magari non arriveremmo alla crocifissione, ma all’arresto o al fermo sì. E chissà, qualcuno finirebbe anche con il tso. Non ci resta che sperare che quando Dio tornerà sulla terra, si faccia riconoscere senza alcuna ombra di dubbio. Altrimenti, rischiamo di ‘uccidere’ di nuovo colui che ci ha creati. Non riconoscendolo come tale. O forse lo facciamo già oggi, quando ignoriamo chi chiede l’elemosina ai margini della strada e della vita. Quando odiamo, litighiamo, uccidiamo, facciamo del male al nostro prossimo. Che dovremmo riconoscere come creatura uguale a Dio e quindi come lui dovremmo rispettare e amare.

Forse una cosa è certa: quando Gesù scenderà di nuovo sulla terra, non si annuncerà al microfono durante una trasmissione tv. Forse non avremo tempo di prenderlo in giro. Di definirlo folle. E questa sarà la nostra autentica salvezza.

di Alessandro Pignatelli