“Mascolina”, dunque impossibile da stuprare: ispettori al lavoro

“Mascolina”, dunque impossibile da stuprare: ispettori al lavoro

12 Marzo 2019 0 Di il Cosmo

La sentenza è di qualche giorno fa: due giovani sono stati assolti dall’accusa di stupro in quanto la vittima non sarebbe stata “desiderabile”. Il suo aspetto “mascolino” non avrebbe potuto attirare i due fino ad arrivare alla violenza sessuale. Si è capito subito che qualcosa non quadrava, considerato che i giudici dovrebbero decidere sui fatti e non sulle opinioni (in questo caso, l’aspetto fisico della donna). Il ministero della Giustizia ora vuole vederci chiaro.

Ecco quindi che spuntano gli ispettori. A loro il compito di fare accertamenti preliminari su una sentenza shock, quella della Corte d’Appello di Ancona. I due giovani in primo grado erano stati ‘regolarmente’ condannati per violenza sessuale. L’assoluzione perché i giudici hanno utilizzato riferimento all’aspetto fisico della vittima. La sentenza è stata comunque annullata con rinvio degli atti alla Cassazione. Il procuratore generale ha evidenziato infatti alcune incongruenze e vizi di legittimità.

Quello che ha fatto la Corte d’Appello di Ancona non si discosta molto da altre discutibili sentenze in materia di stupro del passato. Come quella che faceva riferimento ai jeans, che impedirebbero la violenza sessuale se indossati dalla vittima. Poi ci sono le sentenze che accusano la donna di aver provocato con il suo abbigliamento. Comunque la rigiri, viene fuori sempre che è lei che se l’è cercata, è lei che poteva evitarlo vestendosi da suora. In questo caso, se l’aspetto fisico della vittima fosse stato, a giudizio della corte, attraente, allora i due giovani avrebbero subito la condanna perché l’aspetto piacevole di una ragazza non può che indurre a ottenere un rapporto sessuale anche non consenziente.

Potremmo star parlando di atti giudiziari degni del Medioevo, invece siamo nel 2019. E poi, cari giudici, che significa ‘bello’ e non ‘bello’? La 22enne non solo è stata violentata, ma pure offesa. Coloro che hanno assolto, sono arrivati addirittura a dubitare che la ragazza abbia organizzato tutto lei, compresa la nottata goliardica. Appunto, se la sarebbe di nuovo cercata la donna. A proposito, la vittima è di origini cubane, la violenza risalirebbe al 2015. Quattro anni dopo siamo ancora qui a discutere se sia stata compiuta o meno, cosa frullasse nella mente dei due imputati. Come se per stuprare, si guardasse poi realmente l’aspetto fisico. Peggio, come se quest’ultimo fosse una discriminante per essere violentate o meno. E ancora: cari giudici, decidete voi cosa è bello, cosa no? Chi può fare sesso e chi no? Chi può abusare e chi no? Sarà difficile, per voi, avere l’assoluzione.

di Alessandro Pignatelli