Contagio da Xylella: 4 milioni di olivi non produrranno più

Contagio da Xylella: 4 milioni di olivi non produrranno più

14 Marzo 2019 0 Di il Cosmo

di Alessandro Pignatelli –

Lo potremmo definire l’Olocausto dell’olivo. In Puglia, la Xylella – una malattia – ha infatti ucciso più di 4 milioni di piante, che non produrranno più un oliva neanche per sbaglio. Il commercio in Puglia è letteralmente in ginocchio, con perdite che si aggirano sui 400 milioni di euro. In particolare il Salento, la zona da cui è partita l’epidemia che, negli anni, si è mangiata le piante della provincia di Brindisi, di Taranto e ha attaccato ora anche Monopoli e Alberobello, più a nord.

Che la situazione sia gravissima lo dimostrano le stime di Istat, Ismea, Sian e delle aziende agricole locali che prevedono, nei prossimi due anni, la morte di 8 milioni di piante se non si farà qualcosa. Nell’area colpita dal batterio, di olivi ce ne sono in tutto 22 milioni. Ogni anno, mediamente, si perdono 29 mila tonnellate di olio d’oliva, vale a dire il 10 per cento della produzione olivicola dell’Italia. Un’ecatombe. Un cimitero lungo 50 mila ettari, suddivisi tra le tre province di cui abbiamo già detto.

Arriva da Italia Olivicola la proposta di un piano straordinario di riconversione e ristrutturazione da 500 milioni di euro per gli uliveti uccisi dal batterio. Con questi soldi si potrebbero reimpiantare nuovi alberi e intanto risarcire coloro che perderebbero le prime quattro annualità successive alla piantumazione. Gennaro Sicolo, il presidente, racconta di una catastrofe, diventata tale anche per l’immobilismo e per la burocrazia: “Ora bisogna che tutti i soggetti facciano sinergia per affrontare questo ‘lutto’. Parlo di Unione Europea, Governo e Regione Puglia”. Il tempo sta scadendo: “Ogni minuto perso dà al batterio la possibilità di proseguire la sua avanzata e distruggere tutto ciò che incontra sulla sua strada”.

La burocrazia deve forzatamente farsi da parte: “Vanno eliminati i vincoli paesaggistici e architettonici per gli agricoltori che vogliono espiantare scheletri di ulivi per reimpiantarne di nuovi e riprendere la produzione”. Il costo deve essere a carico dello Stato: “Senza un piano efficace nell’area infetta, in pochi anni la produzione di olio, in Salento prima e in Puglia poi, è destinata ad azzerarsi. Migliaia di famiglie rischiano di perdere tutto”.


Se i danni causati dalla ‘Xylella fastidiosa’ sono a oggi pari a 1,2 miliardi di anni, ogni giorno che passa bisogna aggiornare in negativo il dato. Anche Coldiretti fa sentire la sua voce: “Ci sono ritardi accumulati nella presentazione, alla conferenza Stato – Regioni, del decreto per far iniziare il piano di interventi. Bisogna accelerare con risorse adeguate per gli agricoltori colpiti e per eradicare in modo chirurgico. Tutte cose che, se fatte, avrebbero evitato alla Puglia e all’Italia di ritrovarsi in questa drammatica situazione”. Avverte Coldiretti: “In sei anni, tanti sono stati gli errori, gli scaricabarile e le incertezze che hanno fatto avanzare il contagio”. Che dopo aver ucciso in provincia di Lecce, ha fatto altrettanto nel Brindisino e nel Tarantino, minacciando ora Barese e Foggiano: “Xylella sta arrivando pericolosamente a Monopoli, con effetti disastrosi su ambiente, posti di lavoro ed economia”.