I Disturbi del Comportamento Alimentare nello sport, parola all’esperto

I Disturbi del Comportamento Alimentare nello sport, parola all’esperto

14 Marzo 2019 0 Di il Cosmo

di Deborah Villarboito –

Lo sport nell’immaginario collettivo è il luogo della salute. Non ci si rende conto però dei pericoli che si possono annidare anche in questo ambito. I Disturbi del Comportamento Alimentare si manifestano anche tra gli sportivi, a volte anche con esiti nefasti. Abbiamo chiesto al dottor Andrea Vanini, biologo nutrizionista esperto in DCA sportivi di spiegarci queste dinamiche.

Andrea Vanini

Quali sono i DCA legati allo sport e come si manifestano?

Più che anoressia, parliamo di bulimia, per discorsi di controllo del peso. Purtroppo non è facile rispondere poiché si manifestano come per chi non fa sport. L’unica differenza fondamentalmente è che, in alcuni sport definiti estetici, dove l’aspetto fisico è più importante, spesso vengono sottovalutate. A una ragazza che è magra non gli si viene in mente di diagnosticare un disturbo alimentare, perchè magari è adatta a quella tipologia di attività fisica. Spesso e volentieri il provare a raggiungere il risultato, la prestazione da parte degli allenatori, ma anche degli stessi genitori, non aiuta a combattere questo tipo di malattia. Purtroppo per assecondare queste figure, l’atleta può cadere in questi tipi di disturbi, che non sono di facile individuazione

Nuovi DCA si stanno diffondendo anche attraverso le palestre?

Vigoressia e ortoressia sono certamente più legati alle palestre e sono l’eccessiva costruzione del fisico o alla ricerca spasmodica del mangiare sano. La vigoressia è un disturbo dell’immagine corporea, più che alimentare in sé, anche se comporta problemi di alimentazione. C’è una ricerca della grandezza del muscolo. Anche socialmente si tende ad avere problemi: pensiamo a un soggetto che imposti la sua giornata solamente per la palestra e il crescere muscolarmente, finirà per non uscire con gli amici a cena perchè deve mangiare le cose che vuole lui o perchè è a dieta perenne, oltre che impegnato in una spasmodica attività fisica per cui è sempre in palestra. Rientra nei DCA perchè questi soggetti sono sempre a dieta. L’ortoressia invece, riguarda la ricerca ossessiva del mangiare sano. Si cerca sempre di assumere cibo che fa bene, ma in maniera eccessiva. Non sono dei disturbi che danno segnali come la bulimia e l’anoressia, però si stanno sviluppando tantissimo a causa di questa mania dell’apparire. Si cerca sempre di migliorare l’aspetto estetico arrivando anche a sostanze dopanti o per dimagrire più velocemente che non fanno bene all’organismo.

I DCA sono un atteggiamento diffuso più tra gli atleti agonisti o tra gli amatori?

È difficile da dire, perchè essendo complicato da diagnosticare, si arriva ad accorgersene dopo molto tempo. Spesso a un soggetto viene diagnosticato un DCA anche molti anni dopo aver iniziato con i primi sintomi. Potrebbe sembrare una persona molto magra, ma arriva ad un certo punto che non sta bene. Numericamente parlando tra i non atleti ne troviamo la maggioranza, ma resta un dato molto difficile da reperire, poiché non facile da diagnosticare. Il danno è similare a quello subito dai non atleti. Chiaramente, più lo sport è fatto ad alto livello, maggiori sono i traumi, sia in sport di contatto sia non.

Come è possibile che chi sta intorno all’atleta (allenatori, preparatori, ecc) non si accorga del problema?

Spesso non le vogliono vedere. Dipende dal livello, a certi vengono seguiti di più sia dal punto di vista alimentare sia dal punto di vista psicologico. Più si scende di livello, più i fondi sono diversi, quindi non c’è la stessa cura. Di conseguenza nella normalità fa tutto una persona. L’atleta per fare contento l’allenatore si mette a dieta, magari la trova su internet e purtroppo i siti sono pieni di indicazioni pericolose e inutili. L’allenatore non si accorge magari che sta male perchè non ne ha le conoscenze. C’è molta ignoranza, nel senso di non conoscenza di questo mondo. Già non è facile per un professionista del settore individuare ad occhio un possibile DCA, figuriamoci per un allenatore. Questo alla fine è contento: se l’atleta vince, io sono quello che lo allena. Si tende a guardare il risultato finale e non a come ci si arriva.