#IDisagiati: l’associazione dei piccoli coraggiosi commercianti

#IDisagiati: l’associazione dei piccoli coraggiosi commercianti

14 Marzo 2019 0 Di il Cosmo

di Sabrina Falanga –

Superare l’ignoranza che giudica, le difficoltà quotidiane, i rischi: “Ci chiamano i figli di nessuno”.

Si raccontano così sul loro portale, i piccoli commercianti. Sono loro, infatti, i protagonisti del racconto di questa puntata della rubrica #maicontrocuore. Perché se è vero che il coraggio arriva dal cuore, allora di cuore, loro, ce ne hanno sempre messo tanto e mai si stancano di mettercene. Neppure quando la vita ti mette (continuamente) alla prova.

L’associazione ‘I Disagiati’ nasce per questo. Per far conoscere la realtà dei piccoli commercianti a chi commerciante non è. Non solo. Nasce ance per far rete, per sostenersi tra imprenditori: “I Disagiati, oggi, non è più solo un’associazione. È una vera e propria Community: insieme per un unico obiettivo”.

Burocrazia, le pretese dei clienti, fatture, fornitori. Ritardi nelle consegne della merce, pulire le vetrine, la nuova norma del Comune da capire e da applicare. Spazzare il marciapiedi, scoprire perché oggi la linea telefonica non funziona mentre il postino porta l’ennesima busta da pagare.

Avere un negozio non significa avere solo un negozio. Anzi: forse, il negozio, è l’attività che meno porta fatica. Soprattutto perché è stato partorito da una passione, da una volontà. A portare al limite della sopportazione un commerciante è, per la maggior parte delle volte, tutto ciò che fa da contorno. I problemi collaterali, a cui un imprenditore deve semplicemente sottostare e risolvere, anche se non causati da lui.

Eppure non mollano. Anzi. Continuano a tenere vive le loro città, i commercianti, a illuminarle, a sorridere a chi entra dalle loro porte anche in quei giorni in cui avrebbero solo voglia di chiudere la serranda e stare dietro a piangere. Ed è qui, allora, che entra in gioco la rete e la sua importanza: tra colleghi ci si capisce, ci si sostiene, ci si aiuta.

La Community nasce grazie a Romina Niccolò – che ha un negozio di abbigliamento -, Andrea Pellegrini – che lavora nel mondo del fitness – e Rocco Grasso – Social Media Manager -. A ispirarli, la celebre frase di Einstein: “Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose”.

Il progetto nasce “per scherzo, ma poi è diventato. Anzi – specificano i fondatori – serissimo. Tanto da farci un’associazione no profit”. La necessità nasce dal “profondo disagio” dei piccoli commercianti che, ogni giorno, danno il loro meglio nei loro rispettivi negozi, spesso sottovalutati e in province altrettanto sottovalutate.

“Una categoria, la nostra, che negli anni ha subito e subisce, oltre alla vergognosa pressione fiscale, il giudizio continuo di coloro che non sanno nulla dei sacrifici affrontati, dei cavilli burocratici percorsi per rimanere in piedi, degli equilibri talvolta precari che, appena raggiungi, speri non crollino all’improvviso…”.

È qui che entra in gioco il famoso ‘rischio d’impresa’. Che sia famoso si fa per dire, perché in pochi sanno effettivamente cosa sia: “Si tratta di quella causa – effetto che non dipende da te, quell’evento che potrebbe far sì che la tua attività, che magari andava bene, improvvisamente affondi. E basta veramente poco in alcuni casi: un dipendente sbagliato, un pettegolezzo, un concorrente sleale, una catastrofe ambientale, un lutto, una maternità, un cantiere…”.

‘I Disagiati’ è un nome, ovviamente, ironico: “L’associazione è composta da commercianti che riconoscono che le difficoltà come un disagio continuo, ma consapevoli che fare questo lavoro non è una sfortuna… e non si è degli ‘sfigati’. Non è vittimismo il nostro. Anzi. Siamo certi di essere coloro che tengono vive le città, con le nostri attività, i nostri servizi, le nostre luci, i progetti”. Una Community, insomma, dove ci si sponsorizza a vicenda – da Nord a Sud -, dove trovare servizi e consulenze da parte di professionisti a disposizione per confronti e aiuto.