Il nome della rosa di Umberto Eco

Il nome della rosa di Umberto Eco

14 Marzo 2019 0 Di il Cosmo

di Fabiana Bianchi –

Con l’uscita della serie tv dedicata, si sta tornando a parlare in larga misura di “Il nome della rosa”. Premio Strega nel 1981, primo e probabilmente più famoso romanzo di Umberto Eco, a quasi quarant’anni di distanza il grande giallo conserva inalterato il suo fascino.

Eco era già un apprezzato saggista quando pensò di «uccidere un monaco» (letterariamente parlando, ovviamente) e costruì l’imponente impianto narrativo di “Il nome della rosa”, pubblicato nel 1980.

Come è noto, il romanzo è ambientato nel 1327, in un monastero benedettino del nord Italia. I protagonisti sono Adso da Melk, novizio benedettino, e il suo mentore Guglielmo da Baskerville, francescano, ospiti del monastero per un incontro tra francescani e delegati papali provenienti da Avignone. Durante la loro visita, il posto diventa teatro di numerose morti misteriose e violente. Fra i religiosi serpeggiano paura e sospetti. Sarà proprio Guglielmo, forte delle sue capacità logiche e deduttive, a fare luce lentamente su quanto accade all’interno del monastero, fino all’insospettabile epilogo.

Imperdibile per le sue atmosfere cupe e le descrizioni magistrali, “Il nome della rosa” non è però sicuramente un romanzo che si affronta facilmente. Le lunghe digressioni religiose e filosofiche, con tanto di paragrafi in latino, potrebbero scoraggiare alcuni lettori. Eppure, vale la pena armarsi di coraggio e addentrarsi tra le celle dell’abbazia, provare a orientarsi nella labirintica biblioteca del monastero e seguire le tracce di Adso per conoscere una delle colonne portanti della letteratura italiana contemporanea.

Una curiosità: Eco non amava particolarmente questo romanzo, mentre la critica lo osannò da subito.