Braccio di ferro tra USA e il colosso della telefonia Huawei

Braccio di ferro tra USA e il colosso della telefonia Huawei

14 Marzo 2019 0 Di il Cosmo

di Martina Cera –

Il Governo degli Stati Uniti è impegnato dallo scorso novembre in una “campagna di sensibilizzazione” nei confronti degli alleati occidentali sulle insidie nascoste dietro alla scelta di affidare la rete 5G a Huawei. I tentativi di Donald Trump di allontanare il colosso cinese dalle reti europee, accusandolo di esporre le infrastrutture informatiche di chi si avvale dei suoi servizi ad attacchi e azioni di spionaggio mirato, finora non hanno ottenuto i risultati attesi.

La partita sull’hi-tech, su cui si gioca una delle partite più importanti della guerra fredda tra Pechino e Washington, ha vissuto momenti di accesa tensione anche di recente. Lo scorso dicembre Meng Wanzhou, direttrice finanziaria e figlia del fondatore del colosso delle telecomunicazioni Huawei, è stata arrestata per frode finanziaria su richiesta degli Stati Uniti mentre faceva scalo a Vancouver. L’accusa? Aver violato l’embargo con l’Iran fornendogli tecnologie che incorporano componenti USA attraverso una controllata di Huawei, Skycom Tech, mentendo alle banche americane su questa connessione con Teheran. Meng Wanzhou è stata poi rilasciata da un tribunale canadese dietro una cauzione di 10 milioni di dollari cinesi.

Più recente, invece, è la legge che mette al bando i prodotti Huawei dalle agenzia federali, per cui l’azienda cinese ha già fatto ricorso contro il Governo americano. Si tratta della prima mossa veramente aggressiva da parte di Huawei da quando lo scontro con gli Stati Uniti si è fatto più esplicito: lo scopo è quello di obbligare Washington a mostrare le prove delle sue accuse, in modo da rispondere con l’imponente campagna di adeguamento messa in atto per la realizzazione del “Piano decennale Made in China” che dovrebbe portare il colosso asiatico alla leadership globale nel settore hi-tech entro il 2025.

Nel frattempo, Trump ha deciso di lanciare un monito alla Germania, colpevole di voler aprire la propria rete 5G a Huawei. Con una lettera datata venerdì 8 marzo l’ambasciatore a Berlino Richard Grenell ha chiesto al Ministero dell’Economia tedesco di evitare qualsiasi forma di collaborazione con Huawei, pena la limitazione della cooperazione nel campo dell’intelligence. Si tratta, di fatto, di una minaccia. Nel testo della lettera, pubblicata dal Wall Street Journal, l’ambasciatore dichiara che la scelta del Governo USA di diminuire il numero di informazioni condivise con Berlino è data dal fatto che società controllate dal Governo cinese come Huawei potrebbero compromettere gli scambi di informazioni tra i Paesi alleati. Connessione che in Cina hanno sempre negato.

Non è un caso che la lettera sia stata inviata poche ore dopo il deposito del ricorso  da parte di Huawei contro la nuova legge. L’ultimo round di questa partita si è giocato in America, ma il vero campo di battaglia è l’Europa.