Abitudini ecologiche

di Fabiana Bianchi –

È possibile organizzarsi anche per inquinare meno? La buona notizia è che non solo è possibile farlo senza trasformarsi in eremiti che vivono di bacche e licheni, ma anche che ecologia fa spesso rima con economia. Gran parte delle abitudini che fanno bene al pianeta sono positive anche per il portafoglio e, molto spesso, anche per la salute. Si tratta, insomma, di buone pratiche senza controindicazioni.

Uno degli aspetti da tenere in maggiore considerazione è quello del vero “oro liquido”: l’acqua. L’acqua potabile, come è noto, non è certo inesauribile e sono molte le popolazioni che non vi hanno accesso. Avendo, nel mondo industrializzato, la fortuna di potervi accedere comodamente, occorre prestare attenzione a non sprecarla. Una delle prima buone abitudini è quella di preferire la doccia al bagno: una doccia di cinque minuti richiede fra i 75 e i 90 litri d’acqua, mentre un bagno ne consuma all’incirca tra i 100 e i 160. È bene inoltre chiudere i rubinetti ogni qual volta sia possibile: per esempio mentre si lavano i denti o ci si rade, nei momenti in cui non occorre il getto. Rubinetti o sciacquoni che perdono vanno poi riparati velocemente: goccia dopo goccia, possono lasciare scorrere decine di litri al giorno. Allo stesso modo, si può risparmiare acqua usando lavatrice e lavastoviglie a pieno carico o quasi.

Spesso, poi, per l’acqua da bere scegliamo le bottiglie di plastica. Sebbene si tratti di plastica riciclabile, la loro produzione e lo smaltimento hanno inevitabilmente dei costi in termini ambientali. Fortunatamente, le alternative ci sono. Anche nei comuni più piccoli si sono diffuse le cosiddette “casette dell’acqua”, distributori alla spina di acqua naturale e frizzante. Non avendo il costo del contenitore, il prezzo al litro è generalmente molto conveniente. Per trasportarla si possono usare le bottiglie di vetro, che peraltro sono anche molto igieniche: infatti possono essere lavate a temperature più alte rispetto alla plastica. Quando si esce, si può prendere la buona abitudine di mettere nella borsa una borraccia rispetto alla classica bottiglietta in plastica: costa pochi euro, è lavabile comodamente e si può riutilizzare per anni.

A proposito di plastica, occorre ribadire l’importanza della raccolta differenziata, applicata ormai pressoché da tutti i comuni d’Italia. Può essere magari una scocciatura avere diversi contenitori, ma una raccolta differenziata ben fatta contribuisce in modo significativo a ridurre l’emergenza rifiuti. Inoltre, i costi di smaltimento che i comuni sostengono (e che devono obbligatoriamente fare pagare ai cittadini mediante la tassa sui rifiuti) sono legati soprattutto ai rifiuti indifferenziati. Separare i rifiuti riciclabili significa fare pagare meno al comune, che di conseguenza può chiedere una tassa più bassa ai cittadini.

A creare rifiuti contribuiscono in modo significativo anche le borse per la spesa. Ormai i supermercati sono dotati di borse in materiale biodegradabile, ma come sempre la loro produzione ha dei costi in termini anche ambientali. È buona norma, quindi, portarsi le borse in stoffa da casa. Se proprio ci si dimentica, le borse in materiale biodegradabile possono almeno essere riutilizzate per contenere i rifiuti organici.

Parliamo poi di pulizie: un abuso di detersivi fa male a chi li usa e all’ambiente. Oltre alle ovvie raccomandazioni di non mischiare mai i detergenti, a rischio di creare reazioni chimiche pericolose, è d’obbligo anche ricordare di limitare le quantità. Essere puliti è cosa buona e giusta, ma generalmente non si operano le persone a cuore aperto sul tavolo della cucina: no, quindi, all’ossessione per una presunta sterilizzazione e al conseguente uso a litri dei detergenti. Negli ultimi anni stanno prendendo piede alternative cosiddette “naturali”, in contrapposizione ai prodotti “chimici”. In realtà, tutti gli elementi, compresi quelli di origine naturale e la stessa acqua, sono chimici. Anche i prodotti definiti “naturali”, poi, non sono senza rischi. L’aceto, per esempio, non andrebbe usato sui metalli, per esempio in lavatrice.

Ultimi consigli ecologici ed economici: i dispositivi elettronici come i televisori e i computer vanno spenti e non messi in stand by. I caricatori, quando non vengono usati, andrebbero staccati dalla presa. Si tratta di consumi di lievissima entità, ma che comunque contribuiscono alla bolletta e all’inquinamento. E, ovviamente, i piedi e la bicicletta, dove possibile, sono un ottimo sostituto dell’auto: non inquinano, non richiedono carburante e possono anche avere effetti benefici sull’umore.

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