Luca Pagliari: “Greta? Dietro c’è qualcosa. Lo sciopero? Era meglio pulire le città di domenica”

di Alessandro Pignatelli –

Un suo post su Facebook ha acceso un vivace dibattito. Argomento? Lo sciopero per il clima da parte degli studenti. Lui è Luca Pagliari, giornalista che si occupa di ambiente da 20 anni circa, con alle spalle numerose collaborazioni con il ministero dell’Ambiente per campagne sui rifiuti, sulla differenziata, documentari sull’acqua o sulle discariche brasiliane in cui vivono molte persone, docu-film come quello su Angelo Vassallo, sindaco di Pollica (Cilento), a favore di ambiente e legalità, presentato poi al Parlamento europeo.

“Mi occupo di ambiente da molti anni e ascolto le opinioni di tutti. Esistono delle verità che compongono il tutto. Ma se tu muovi una perplessità, come nel caso del mio post, smuovi la pancia della gente che deve per forza essere pro o contro. Non sa più valutare”. Cosa che invece cerca di fare Pagliari: “Greta ha tanti aspetti positivi, ma non è strano che da una ragazzina di 16 anni sia nato un movimento diventato virale? Impossibile senza avere qualcos’altro alle spalle. Addirittura ora sento parlare di Nobel per lei, ma secondo me non può essere dato a una ragazza con buone intenzioni che ha obbligato mamma e papà a diventare vegani”.

Greta, il simbolo della battaglia contro i cambiamenti climatici, la ragazzina che è arrivata a parlare anche all’Onu. Che ha dato origine pure allo sciopero di venerdì scorso nella scuola: “Io non sono contrario allo sciopero, anche se solitamente come sinonimo si usa ‘incrociamo le braccia’, mentre in questo caso quelle braccia potrebbero servire per ripulire le città dai rifiuti, per esempio. Io avrei preferito una giornata di azione e non un’agitazione per il futuro del mondo, che è una cosa talmente ampia e vaga che ti fa porre delle domande. Per me, c’è qualcuno alle spalle che agita molto bene il marketing”. La controproposta di Pagliari, dunque: “Di domenica, i giovani potevano scendere nelle vie e nelle piazze per pulire un po’ la propria città. Lo sciopero di venerdì, invece, per molti è stato solo un modo per fare festa a scuola”.

Potrebbe però essere stato un seme quello sciopero: “Mi auguro di sì, che dia lo spunto ai professori per aprire un dibattito in classe”. Ricorda un personaggio e un episodio simile Luca Pagliari: “Era il 1992, a Rio de Janeiro si fece una delle prime grandi riunione sull’ambiente. Nell’occasione prese la parola Severn Suzuki, ragazzina canadese di 12-13 anni. Se andate su Google e cercate il suo nome, scoprirete che ha detto praticamente le stesse cose di Greta, gli stessi contenuti. Solo che allora non c’era la grancassa di internet e dei social. All’epoca, a Severn dettero sei minuti di contentino, il tempo del suo intervento per l’ambiente”.

Un altro rischio è che il movimento contro i cambiamenti climatici diventi un carro troppo grande su cui in tanti vogliano salire: “Anche quelli che ci credono poco. O, peggio ancora, i grandi del mondo che lo cavalchino o che quel messaggio lo facciano entrare da un orecchio per farlo uscire immediatamente dall’altro”. L’argomento di disputa è sempre Greta: qualche multinazionale la sta usando? “Questo no, non credo. Ma di sicuro dietro c’è una macchina che sa fare molto bene comunicazione. Altrimenti, dai, non è possibile che una ragazzina di 16 anni smuova così tanto le coscienze. In fondo, lei che ha fatto di così eclatante? Ha saltato la scuola ogni venerdì per andare davanti alla sede del Parlamento con un messaggio scritto su un cartone”.

Ci potrebbe essere una degenerazione come è accaduto per i gilet gialli? “Questo non credo possa accadere. La ragazzina è simbolo di pace, non di violenza. Ma qualcuno potrebbe approfittarsene e metterci la firma”. Nel corteo che ha invaso le città di tutto il mondo c’erano anche scienziati: “Sicuramente positivo che aderiscano anche personalità”. A patto che quel carro faccia salire su di esso soltanto chi davvero è motivato a fare qualcosa per il bene del pianeta. E che il tutto non svanisca come una bolla di sapone. Ci sono stati scioperi che hanno segnato intere epoche, dai quali sono arrivate concessioni. Se anche questo avrà conseguenze positive, lo sapremo con il tempo. Così come il fenomeno mediatico Greta: vera o costruita sapientemente da qualcuno?

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