Se Heidi ci insegna filosofia: le caprette che fanno ciao e il segreto della felicità

di Elisabetta Testa –

Sono stati tantissimi i filosofi che nel corso del tempo si sono interrogati sul mistero e il segreto della felicità. Cos’è questa felicità, questo stato tanto agognato? Le teorie sono numerose, ma se ci servisse Heidi per capirlo? Sembra incredibile, ma ancora una volta troviamo la filosofia in un luogo impensabile.

Tutti noi abbiamo visto almeno una volta nella vita il cartone animato Heidi. Heidi è una bimba di cinque anni che vive insieme al nonno in una casa di montagna. Insieme a lei la sua amica di dodici anni Clara, costretta alla sedia a rotelle a causa di una malattia e Peter, undici anni, una sorta di pastorello. Bene e quindi? È facile ricordare un particolare fondamentale di Heidi, molto utile per il nostro discorso: Heidi era sempre felice, sempre sorridente e non perché protagonista di un cartone. Il cartone, infatti, presenta elementi tragici, come ad esempio la malattia di Clara, che la costringe alla sedia a rotelle. Heidi è felice perché rispecchia in pieno il pensiero di un grande filosofo – anche se poco conosciuto e studiato: José Ortega y Gasset (Spagna, 1883 – 1955). Si tratta di un pensatore molto influenzato dalla speculazione di Friedrich Nietzsche, che appartiene alla corrente esistenzialista e prospettivista. Lo spagnolo si esprime soprattutto su temi epistemologici, politici, morali, ma anche intorno al concetto di felicità.

Se ci chiediamo in cosa consista lo stato ideale spirituale denominato felicità, troveremo facilmente una prima risposta: la felicità è trovare qualcosa che ci soddisfi pienamente.

La felicità è corrispondenza tra lo stato ideale di cose e la realtà effettiva: è la coincidenza tra ciò che vorremmo essere e ciò che realmente siamo; è la sinergia tra ciò che sogniamo di fare e ciò che stiamo facendo. È la creazione di un mondo parallelo che risponda alle nostre esigenze. È ciò che fa Heidi: non va a scuola ma sta con le sue amiche caprette, sfoggia sempre il suo vestitino nonostante le temperature di montagna – razionalmente – non lo consentano, non si ammala mai e sorride sempre. Heidi vorrebbe essere così e riesce a esserlo anche nella sua realtà: tutto questo profuma di felicità. Neve che sembra latte, nuvole sorridenti, caprette che fanno ciao: tutto appartiene ad Heidi. Tutto ciò che esiste è creazione della volontà della piccola.

La felicità è ricerca e conquista di qualcosa che ci soddisfi pienamente, qualcosa che appartenga a noi, che sia il frutto della nostra volontà: è un sogno, che diventa realtà quotidiana. Non si tratta di semplice utopia: il sogno è solo il primo piccolo e grande passo per un mondo realmente fantastico, che appartiene a noi, che è tutto nostro.

Heidi, ti sorridono i monti. Heidi, eri triste laggiù in città… Accipicchia, qui c’è un mondo fantastico. Heidi, le caprette ti fanno ciao. Neve bianca sembra latte di nuvola, Heidi, tutto appartiene a te…

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