Una settimana di terrore per l’Europa e il mondo

di Fabiana Bianchi –

• Giovedì 14 marzo è arrivata la condanna a 16 anni e 8 mesi di carcere per un uomo sieropositivo, che avrebbe avuto rapporti sessuali non protetti pur essendo a conoscenza della sua condizione. L’uomo, di 35 anni, è accusato di lesioni gravissime e omicidio volontario. Il 35enne avrebbe contagiato consapevolmente la sua compagna, venuta a mancare a metà del 2017, e una donna di 40 anni. Secondo delle stime, le potenziali vittime potrebbero essere 228.

• Venerdì 15, alle prime ore del mattino in Italia, è arrivata la notizia di un attentato in Nuova Zelanda. Ci sono state sparatorie in due moschee della città di Christchurch. Le vittime sono state cinquanta e quasi altrettanti i feriti. Della strage è accusato Brenton Tarrant, 28enne, che ha ripreso l’attentato pubblicandolo su Facebook. Nel video sono presenti numerosissimi riferimenti alla nuova destra estrema nota come “alt right”, nata negli Usa.

• Sabato 16 la protesta dei gilet gialli si è fatta particolarmente intensa. Si tratta della diciottesima settimana di manifestazioni. Dopo il passaggio del corteo, ci sono stati saccheggi e violenti scontri. Alcuni negozi e ristoranti sono stati devastati e derubati. La filiale di una banca, inoltre, è stata data alle fiamme. Ci sono stati 11 feriti e 64 arresti.

• Domenica 17 le cronache si sono occupate ancora del triste caso di Imane Fadil. La 34enne di origine marocchina era una delle testimoni al processo “Ruby ter”. Il primo marzo è morta in ospedale in circostanze misteriose: la donna, nei giorni precedenti, aveva riferito il timore di essere stata avvelenata. Sul suo corpo sono ancora in corso le analisi per cercare di capire le cause del decesso.

• Lunedì 18, in tarda mattinata, c’è stata una sparatoria su un tram di Utrecht, in Olanda. Il bilancio è di tre morti e cinque feriti. Dopo una fuga di otto ore, è stato arrestato il 37enne Gokmen Tanis, di origini turche. Mentre in un primo momento la pista più accreditata è stata quella dell’attentato terroristico, con il passare delle ore si è fatta largo l’ipotesi di un’azione per vendetta, legata a problemi personali e familiari. L’uomo aveva numerosi precedenti penali.

• Martedì 19 la nave Mare Jonio, di una ong, che aveva a bordo 49 migranti soccorsi a bordo di un gommone, è stata sequestrata. L’imbarcazione era appena entrata nel porto di Lampedusa. Qui il capitano è stato convocato d’urgenza dalla Guardia di Finanza per la comunicazione del sequestro.

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