Multopoli: se sei un vip o un politico, a Roma ti tolgono la multa

Sedici milioni di multe cancellati a vip e politici. ‘Le Iene’ svelano quello che è stato già definito ‘Multopoli’, ovvero lo scandalo delle sanzioni prima date e poi cancellate. La città che più di tutte si ritrova a dover fare i conti con le richieste di togliere una multa è Roma. Così la trasmissione di Italia Uno ha approfondito l’argomento per vederci chiaro.

Il tutto era nato dalle segnalazioni della dipendente comunale Emma Coli, che aveva svelato la cancellazione di intere cartelle esattoriali, ma solo sei eri un personaggio importante, in vista, con legami piuttosto solidi con le istituzioni. Spiega la donna che ha dato vita a Multopoli: “Avevo rilevato accessi anomali per l’annullamento delle multe, da un’utenza risultavano 60 annullamenti in un’ora, era impossibile lo facesse una sola persona”. Detto fuori dalle virgolette, Coli a causa delle sue segnalazioni ha ricevuto molte sanzioni disciplinari e ora lavora front office. Come dire che chi parla, viene retrocesso: “Si tratta di sottodimensionamento rispetto alle mie competenze”.

Il sistema doveva restare segreto, nelle austere stanze delle istituzioni. Del Campidoglio, in particolare. Anche perché quelle 60 multe erano state cancellate dall’utenza, guarda un po’ che coincidenza, che faceva capo al direttore di Emma Coli. Annullamenti che avvenivano proprio come prassi “per disposizione dei superiori”. Non vi era alcun iter amministrativo normale.

L’ex dirigente ha definito “proposte stronze’ le richieste di controlli da parte di Coli, che ha proseguito nel suo lavoro, trovando altre multe annullate, una di seguito all’altra. Il suo responsabile è arrivata a denunciarla per calunnia e diffamazione, ma il giudice ha annullato la denuncia perché, altra coincidenza, pare che la donna sia stata sincera. Non abbia calunniato e diffamato nessuno. Anzi. Al momento, risultano 197 indagati per un ammanco di 17 milioni di euro di multe annullate. Con questi soldi, probabilmente, il sindaco Virginia Raggi avrebbe potuto porre rimedio a qualcuna delle buche stradali della capitale.

Ma la prassi di annullare le cartelle esattoriali a vip e politici è in voga a Roma da molto tempo, da quando il sindaco era Marino. È semplicemente proseguita con il cambio al vertice. E, come dice Emma Coli alla ‘Iene’: “Ho inviato lettere protocollate senza mai ricevere risposta”.

La classica dipendente, che i capi non avevano preventivavo potesse diventare così pericolosa, ha scoperchiato il vaso di pandora. Chissà quante/quanti altre/i potrebbero fare altrettanto, con un po’ di coraggio, nelle altre città del nostro Paese. Il Paese delle multe e di quelle annullate.

di Alessandro Pignatelli

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