Il diario

di Fabiana Bianchi –

Finora, fra i consigli per organizzarsi meglio, abbiamo parlato soprattutto di agende e liste di cose da fare. Componenti importanti, indubbiamente, della vita quotidiana, ma non le uniche: l’esistenza, fortunatamente, non è costellata di sole incombenze. Ci sono momenti da ricordare per la loro importanza, altri per la loro semplicità, altri su cui ritornare per valutarli a mente lucida. Ecco perché, per organizzare la propria vita nel senso più profondo, può essere utile tenere un diario. Considerato, talvolta, per qualche assurda ragione, un vezzo da ragazzine, il diario è in realtà uno strumento di auto-analisi utile per tutti.

Trasferire i propri pensieri su carta significa inevitabilmente organizzarli, dare loro una forma più organica e di conseguenza osservare il tutto da un’altra prospettiva. Inoltre, il semplice fatto di scriverli ha un effetto terapeutico, quasi catartico. Rileggerli a distanza di tempo ci permette di analizzare gli eventi e le emozioni con maggiore precisione e di riflettere sul modo in cui ci siamo comportati, per valutarlo con maggiore obiettività. Può farci capire se tendiamo a ripetere sempre gli stessi errori o se, al contrario, stiamo compiendo un percorso di crescita. Ci permette di stabilire se abbiamo attribuito a un evento più importanza del dovuto oppure l’abbiamo sottostimato.

Quasi tutti, poi, tendono a riversare nei diari soprattutto le esperienze negative, proprio perché di solito hanno un valore formativo. Ma un diario, tempo permettendo, dovrebbe seguire l’andamento della vita di chi lo scrive, nel bene e nel male. Appuntarsi le sensazioni provate durante una rilassante passeggiata nel bosco può essere utile al pari di riportare i dettagli di una furiosa litigata. Il rischio, altrimenti, è quella di compilare una sorta di “elenco della disgrazie” che si aggiunge agli “elenchi degli impegni” sulle agende. Rileggendo il tutto, potremmo avere l’impressione che la nostra vita sia un infinito susseguirsi di doveri e noie. Anche tutto quello che è positivo, invece, ha grande importanza e va scritto. Solo così potremo analizzare con obiettività il corso della nostra vita.

Più banalmente, rileggere un diario significa ritrovare ricordi che altrimenti andrebbero perduti. Pensiamo per esempio alle atmosfere di un viaggio: decine di piccoli dettagli che sul momento contiamo di ricordare per sempre, in realtà in breve tempo saranno dimenticati. Un diario ci aiuterà a tirarli fuori dalla zona di oblio per riviverli.

Veniamo al punto dolente della nostra epoca: il tempo. Mettersi seduti a scrivere qualche pagina di diario richiede inevitabilmente di prendersi un attimo di tranquillità e dimenticare il resto. La pratica migliore sarebbe quella di aggiornarlo regolarmente, in modo da potere sintetizzare il tutto in modo più rapido. Anche la tecnologia può venirci in supporto, ma sarebbe meglio, per una lunga serie di motivi, preferirle la scrittura a mano. Nei prossimi numeri analizzeremo alcune tecniche che possono rivelarsi utili.

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