Il mercato del “tarocco” che danneggia anche il lavoro: l’Italia è il terzo Paese più soggetto

Il mercato del “tarocco” che danneggia anche il lavoro: l’Italia è il terzo Paese più soggetto

28 Marzo 2019 0 Di il Cosmo

di Deborah Villarboito –

Nell’Unione Europea entrano ogni anno 121 miliardi di euro di merci contraffatte, il 6,8% del totale import dell’Ue. È il dato che emerge dalla relazione “Tendenze del commercio di merci contraffatte e usurpative” dell’Euipo, l’Ufficio dell’Unione Europea per la proprietà intellettuale che ha stimato il 460 miliardi il valore dei falsi scambiati a livello internazionale. Una quota in crescita dal 2,5% del 2016, quando è stata diffusa l’ultima edizione dello studio, al 3,3% del 2018. l’analisi Euipo/Ocse del 2016 stimava il valore totale dei contraffatti in 338 miliardi e il volume europeo al 5%. Usa, Francia, Italia, Svizzera, Germania, Giappone, Corea e Regno Unito sono quelli in cui le imprese sono maggiormente colpite da contraffazione e pirateria.

Tuttavia, il commercio internazionale di prodotti contraffatti riguarda anche un numero crescente di aziende registrate in altre economie, tra cui Cina, Brasile e Hong Kong. La relazione evidenzia che tali prodotti possono provenire da quasi tutte le economie del mondo che li producono o fungono da Paesi di transito. Tuttavia, in base all’analisi dei sequestri eseguiti dalle autorità doganali, i Paesi e le regioni principali esportatori di prodotti contraffatti risultano essere: Cina, Hong Kong, Emirati Arabi Uniti, Turchia, Singapore, Thailandia, India, Malaysia. La relazione utilizza i dati di quasi mezzo milione di confische e non riguarda né prodotti contraffatti realizzati e spacciati sul piano nazionale, né quelli distribuiti via Internet.

La contraffazione costa cara all’Italia: 88 mila posti di lavoro persi, mancato gettito fiscale dal commercio al dettaglio e all’ingrosso per 4,3 miliardi di euro, solo nel 2016 e mancato pagamento di diritti di proprietà intellettuale ai legittimi titolari italiani per altri 6 miliardi, a cui vanno aggiunte le minori entrate statali per 10,3 miliardi di euro. Secondo la relazione, il numero di posti di lavoro persi è pari al 2,1% di quelli dei settori direttamente interessati dalla contraffazione. Complessivamente il commercio di prodotti contraffatti e piratati ha comportato una riduzione delle entrare pubbliche italiane equivalente del 3,2% del gettito fiscale, ovvero lo 0,62% del prodotto interno lordo italiano. L’Italia, con il 15% del valore complessivo delle merci sequestrate è il terzo Paese colpito dalla contraffazione.

Anche il quadro che emerge dall’ultima indagine condotta dal Censis sui dati relativi al fatturato del mercato del falso in Italia è davvero poco confortante. Secondo l’istituto, infatti, il giro d’affari della contraffazione nel nostro paese è cresciuto del 3,4% rispetto al 2015 e il fatturato di questo mercato parallelo si aggira attorno ai 7,2 miliardi di euro. Il rapporto stima, inoltre, che a causa del commercio illegale delle merci l’erario perde circa 1,7 miliardi di euro, calcolando sia le imposte dirette sulle imprese e sul lavoro sia l’Iva sui prodotti. Se poi si considera il danno causato anche ad altri settori dell’economia, i mancati introiti per il fisco salgono a 5,9 miliardi di euro, quasi il 2,3% del totale delle entrate sulle stesse imposte.

Inoltre, la commercializzazione di questi prodotti si avvale di un sistema rodato di spedizioni clandestine, rivendite non autorizzate nei luoghi più impensati e traffici che spesso si affiancano a situazioni pericolose e criminali. A una rete sotterranea così articolata si contrappone un livello di allerta e monitoraggio sempre più capillare da parte delle forze dell’ordine. Solo nell’ultimo anno, infatti, l’Agenzia delle dogane, insieme alla Guardia di finanza, ha effettuato all’incirca 13.638 sequestri, per un totale di quasi 31,7 milioni di prodotti. E le autorità chiedono anche la collaborazione da parte dei cittadini, che sono sempre più invitati a denunciare eventuali truffe causate dal mercato del falso. Tra le categorie di merci più contraffatte c’è sicuramente l’abbigliamento, che insieme a calzature e accessori è quasi il 33,1% del totale del mercato del falso e vale circa 2,4 miliardi di euro. Al secondo posto ci sono materiali audio e video, con un valore di 2 miliardi, pari al 27,6% del totale, ma è in aumento anche la contraffazione dei cellulari e di altri beni tecnologici (oggi al 11,3% del totale). Ma ben 14,5%di questo mercato è invece composto di prodotti alimentari, con i relativi danni commerciali e d’immagine per i prodotti delle filiere igp e dop stimabili attorno a un miliardo di euro.

Inoltre è cresciuto anche il fenomeno della contraffazione online, complice anche la proliferazione dei canali di vendita che ha coinvolto anche i social media. La contraffazione online rappresenta un enorme danno per il Made in Italy: ormai non c’è settore che non sia nel mirino dei falsari e non c’è un prodotto nostrano che non sia stato copiato. Per avere un’idea della portata del fenomeno solo a marzo 2017, la Guardia di Finanza ha sequestrato ed oscurato 381 siti web, attraverso i quali venivano venduti prodotti Made in Italy contraffatti.