L’uomo è ciò che mangia: quando la filosofia incontra il cibo

L’uomo è ciò che mangia: quando la filosofia incontra il cibo

28 Marzo 2019 0 Di il Cosmo

di Elisabetta Testa –

Quante volte abbiamo sentito l’espressione “l’uomo è ciò che mangia” e quante volte ci siamo chiesti da dove potesse aver avuto origine. Si tratta di una tesi sostenuta, pensate un po’, da un filosofo. Il suo nome è Ludwig Feuerbach, filosofo tedesco anti-hegeliano vissuto tra il 1804 e il 1872. La speculazione di Feuerbach è policroma e versatile: critica la religione, critica l’hegelismo, ma soprattutto è considerato uno degli esponenti più significativi del materialismo. Il pensatore tedesco, infatti, mette al centro tutto ciò che è materiale, a cominciare dal corpo e dagli stimoli sensoriali che questo riceve. Solo ciò che è materiale è in qualche modo reale. Un ruolo fondamentale gioca, in questo senso, il cibo.

La fame e la sete abbattono non solo il vigore fisico, ma anche quello spirituale e morale dell’uomo, lo privano della sua umanità, della sua intelligenza e della coscienza. La teoria degli alimenti è di grande importanza etica e politica. I cibi si trasformano in sangue, il sangue in cuore e cervello; in materia di pensieri e di sentimenti. L’alimento umano è il fondamento della cultura e del sentimento. Se volete far migliore il popolo, in luogo di declamazioni contro il peccato, dategli un’alimentazione migliore”.

Se volete migliorare un popolo, dategli un’alimentazione migliore: tesi forte, no? Il cibo, a detta del filosofo, non risponde solo a un’esigenza fisica, a bisogni necessari. L’uomo, fondamentalmente, non si nutre solo perché gli alimenti lo tengono in vita, ma perché questi stanno alla base della sua cultura, del suo corpo e dei suoi sentimenti. Togliere l’alimentazione a un uomo non significa, pertanto, privarlo della fonte di sostentamento, ma, in qualche modo, spogliarlo di una fonte di crescita morale, etica e spirituale. Il cibo diventa sangue, il sangue scorre in tutto il corpo, fino a pervaderne la coscienza, inondandone l’intelligenza. Feuerbach ci racconta tutto questo nel suo Il mistero del sacrificio o l’uomo è ciò che mangia, 1862. Il pensatore parte da un presupposto iniziale: l’unità psicofisica dell’uomo. Mente e corpo, corpo e anima non sono due rette parallele, bensì costituiscono due facce della stessa medaglia. Inoltre, l’obiettivo di Feuerbach sta nel concentrarsi sulla figura dell’uomo: l’antropologia deve andare a sostituire la teologia. Troppe volte la fantomatica figura di Dio ha rubato il posto all’uomo. La nuova religione è per il filosofo un dialogo tra uomo e uomo, un dialogo alla pari, e non più sbilanciato. Molti degli errori umani, dei peccati, derivano da una dieta sbagliata, non equilibrata. La filosofia incontra il cibo, ne descrive l’azione, forse, meglio di qualunque altra disciplina. La teoria degli alimenti porta con sé numerose conseguenze in ambiti impensabili: dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei.

Perché è vero: der Mensch ist was er isst… l’uomo è proprio ciò che mangia…