Mia Canestrini: “La Ragazza dei Lupi” racconta cosa vuol dire essere lupologa

di Deborah Villarboito –

Mia Canestrini è una zoologa specializzata in conservazione e gestione dei grandi predatori, lupi in particolare. Laureata in Scienze Naturali a Bologna, poi con la specializzazione a Roma a La Sapienza, in Conservazione della Biodiversità animale nelle Aree protette e Reti ecologiche. Nata a Bologna, quasi sotto le due torri, fin da piccolissima ha avuto una passione smisurata per la natura, la campagna, gli spazi aperti e gli animali. Il padre, originario dell’Appennino tosco-romagnolo, ha avuto un ruolo fondamentale nel coltivare queste passioni, portandola fin da piccolissima a pescare, poi a funghi, poi a cavallo e a percorrere centinaia di km a piedi per le montagne.

Che cosa fa una lupologa?

Si occupa di creare le condizioni affinché lupi e uomini possano coesistere pacificamente. È un lavoro che si articola in una pluralità di attività: una parte di esso è dedicato al monitoraggio vero e proprio, cioè si stima il numero di branchi e di lupi presenti in un’area geografica, nel mio caso il Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano, si approfondiscono alcuni aspetti, come ad esempio la presenza di ibridi lupo-cane e la loro proporzione rispetto agli esemplari cosiddetti puri, oppure l’impatto della specie su prede selvatiche e domestiche o ancora le capacità di dispersione e ricolonizzazione degli esemplari più giovani. Si aiutano gli allevatori nell’affrontare e ridurre i danni al bestiame, si promuovono buone pratiche di convivenza, si collabora con i Carabinieri forestali nel reprimere il bracconaggio o il traffico illegale di lupi destinati alla vendita ai privati. Si fa moltissima divulgazione scientifica, educazione ambientale e informazione, consulenza ad altri enti pubblici, si scrivono articoli scientifici e report per condividere risultati e know-how.

Da dove nasce questa passione per questo animale in particolare?

Nasce da una grande passione per i cani. Fin da piccola ho sempre nutrito un amore istintivo per i cani e i miei genitori mi hanno regalato il primo cucciolo quando avevo solo 4 anni. I cani riempiono ancora oggi la mia vita e mi hanno portata a conoscere i lupi attraverso la storia della loro domesticazione. Con gli studi, la tesi e il lavoro ho scoperto nel lupo un animale straordinario.

La tua vita per i lupi: perchè?

Il lupo ha permesso di riunire in un’unica scelta di vita molti amori: quello per i grandi predatori, quello per i cani, quello per la montagna, quello per la scienza e la scoperta, quello per i parchi nazionali…

In che cosa sei impegnata ora?

Sto finendo di lavorare ad un progetto europeo per il parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano: LIFE M.I.R.CO – lupo “Strategies to minimize the impact of free ranging dogs on Wolf conservation in Italy”.

Un animale controverso: amato e temuto. Chi è il lupo in realtà?

È un predatore intelligente e opportunista, né buono né cattivo. Nel corso della sua storia evolutiva si è adattato a vivere in una moltitudine di ambienti che spaziano dal deserto del nord Africa alla tundra artica. Pochissime altre specie hanno mostrato così grandi capacità di adattamento, forse solo l’uomo.

Come si può convivere?

Comprendendo e accettando il fatto che i lupi sono lupi, cioè semplici animali che per vivere predano altri animali. Di conseguenza deve essere nostra premura dove i lupi sono tornati proteggere il bestiame adottando gli strumenti di prevenzione più adatti alla nostra realtà aziendale o domestica. Recinzioni antilupo, elettrificate, cani da pastore e box per la custodia dei cani sono soluzioni per limitare il rischio di attacchi se non azzerarlo, come accaduto in molti casi.

Lupi, non il solito mito del solitario, ma società organizzate?

Il lupo è un animale sociale con un’organizzazione identica alla nostra: vive in branchi che non sono altro che famiglie nelle quali la coppia di lupi detti alfa, madre e padre, mantiene l’ordine nel branco e se ne prende cura. Tutti gli altri membri del branco sono i figli di quella coppia, sia coetanei che di cucciolate differenti. I più grandi si prendono cura dei fratelli più piccoli e di quelli feriti.

Il tuo primo libro uscito pochi giorni fa: di cosa parla?

Si chiama “La ragazza dei lupi”. Racconta la mia storia di lupologa a partire dai primi passi in natura, intrecciando vicende personali con le storie di alcuni dei lupi con cui ho avuto a che fare e il mondo del lavoro da zoologa, un mondo non facile per una donna, tanto che penso il libro si presti a più strati di lettura. Un libro in cui i lupi sono raccontati con rigore scientifico ma che possono di colpo diventare di ispirazione per gli esseri umani.

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