Parte bene la Nazionale di Mancini

di Franco Leonetti –

La Nazionale di Mancini ha iniziato al meglio il suo percorso verso l’Europeo del 2020. Di più non si poteva chiedere al c.t. due partite due vittorie, contro Finlandia e Lichtenstein e 6 punti in graduatoria. Il classico fieno in cascina che fa morale e classifica. Due impegni, a dire la verità, non certamente proibitivi, ma contro i finnici, discreta squadra, si sono visti dei progressi in fase realizzativa, con la stella del giovanissimo Kean pronta a sbocciare.

Al suo esordio da titolare in maglia azzurra, il diciannovenne della Juventus, ha disputato un’ottima prestazione, coronata da un bel gol: insomma il futuro immediato è suo, sia in bianconero che in Nazionale, anche se Moise Kean rappresenta, sin da ora, una splendida realtà odierna L’Italia manciniana è una Nazionale che gioca abbastanza bene, capace di dilagare nella seconda prova, impuntata sul 4-3-3 ma che, soprattutto, punta sui giovani, pensiamo a Barella, Donnarumma, Zaniolo, ma non solo, segno che il commissario tecnico ha deciso di rischiare per sollevare il calcio tricolore dalla debàcle vergognosa della non partecipazione ai Mondiali della scorsa estate, puntando decisamente sulla linea verde di grande qualità.

Il tema più confortante, infatti, è osservare questa nuova nidiata di giovani e giovanissimi, reggere la pressione della pesante casacca della Nazionale italiana, fornendo performance di ottimo livello qualitativo. Ciò che serviva per innestare una nuova marcia e puntare diretti agli Europei del 2020, primo obiettivo da raggiungere fissato dal Presidente Federale Gravina e dal c.t. Roberto Mancini. Certo, i 6 punti incamerati nelle prime due gare, non hanno solo spunti positivi, questa Italia ha ancora margini di crescita importanti, considerando anche le assenze forzate di Chiesa e Florenzi, tornati a casa per acciacchi fisici.

Il gol non giunge sempre fluido, Immobile qualche problema lo ha, e Quagliarella, nonostante la sua veneranda età rispetto ai ragazzini terribili, quando è stato chiamato in causa, ha fornito segnali pesanti, con movimenti in area di rigore assai produttivi, da vero bucaniere dell’area di rigore. I giovani sono una risorsa fondamentale ma mancano, chiaramente, di esperienza, e la perfetta costruzione di una nazionale capace di togliersi grandi soddisfazioni, risalendo nel ranking europeo, è composta da un agile mix comprendente, esperienza, consapevolezza e spensieratezza.

Mancini ha ancora molto da lavorare, ma il sentiero battuto appare quello giusto con scelte, magari criticate da qualcuno, ma che sul campo si sono rivelate opportune ed esatte. Ritroveremo gli azzurri, in corsa per le qualificazioni europee, solo in giugno, quando faranno visita alla Grecia l’8, e riceveranno in casa l’11 la Bosnia, due gare sicuramente più impegnative, con avversari di rango, pronti a contendere posizioni di classifica alla Nazionale Italiana. Al momento, buone le prime due vittorie.

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