Persone digitali vs persone analogiche

di Michela Trada –

Nei giorni scorsi mi sono imbattuta casualmente in un articolo condiviso su Facebook da un mio contatto che mi ha fatto riflettere molto; nello scritto è stato analizzato l’uso delle relazioni interpersonali nella nostra epoca.

Sì, avete capito bene, l’uso: secondo l’autrice del testo, infatti, le persone oggi non sarebbero più entità con un corpo e un’anima bensì dei meri oggetti da prendere e buttare a seconda del momento. Ho trovato questo concetto tristemente vero. Il fine utilitaristico di ogni rapporto si evince nella quotidianità: dalla famiglia al lavoro, dalla politica all’amore. Ci si prende e ci si lascia come se nulla fosse; oggi mi sei simpatico e ti frequento, domani non lo so. Se poi ti incrocio per caso e ti vedo pure triste, per carità, meglio girare al largo che non ho tempo da perdere.

Viviamo con la smania di far crescere i nostri amici virtuali e poi, a conti fatti, non sappiamo nemmeno con chi andare a bere un caffè quando siamo giù.

L’etica? È un termine che non esiste sul vocabolario dell’homo faber sostituito dal più “facile” mors tua vita mea e tanti saluti a sorrata. Non ci preoccupiamo di ferire il nostro prossimo (in rete o nella realtà) perché tanto poi “gli passa” e “morto un papa se ne fa un altro”. La mentalità digitale sta prendendo il sopravvento anche nel reale tant’è che il ghosting (letteralmente “sparizione”) è un fenomeno sempre più diffuso e studiato dagli specialisti.

Un po’ come le spunte blu su whatsapp senza risposta, per capirci. Ogni cosa gira talmente velocemente che non c’è spazio per la cosiddetta “pausa di riflessione”; forse dovremmo rallentare, invece, e riappropriarci dei nostri valori, quelli dei nonni, così vicini eppure così lontani. Cos’è il successo se non si ha nessuno con cui condividerlo? Vale davvero la pena schiantare il concorrente sul lavoro per vedere il proprio fatturato crescere dello 0.02%? Gli oggetti si usano, le persone no: nonostante tutto, rimango convinta di questo.

Gli oggetti si usano, le persone si amano e si rispettano. Sempre.

Rispondi