Congresso di Verona: se questa è la “normalità”, voglio essere anormale

di Deborah Villarboito –

Definire il Congresso Mondiale delle famiglie di Verona, che si è tenuto lo scorso fine settimana, Medioevo è eccessivo. È un luogo comune, sradicato da studi approfonditi, che il Medioevo non fosse un periodo così buio e arretrato come i principi diffusi nella tre giorni, a dir poco ariana. Ha diviso il Governo e l’opinione pubblica, già qui bisognerebbe aver terrore, poiché ciò che divide e cerca di imporsi come dottrina dominate, non è alla ricerca di dialogo e libertà di essere, ma di oppressione. Due cortei, quasi proprio come i medievali campi di battaglia, si sono fronteggiati: la marcia dei 30 mila, arrivati da tutta Italia per dire “no” ai principi ispiratori dell’evento e la manifestazione dei sostenitori della “famiglia tradizionale”. Famiglia, genitorialità, la natalità, l’aborto, il ruolo della donna. Certo è che sono temi di cui sempre si deve parlare poiché le società cambiano e si evolvono. Evolvono appunto.

Parlare di “famiglia tradizionale”, “naturale”, merita una riflessione. Non è concepibile che persone, magari dello stesso sesso, o genitori single con figli, o ancora famiglie più assortite, ma unite da affetto e reciproco rispetto, formino una famiglia. È accettabile però la situazione del padre padrone che a casa decide, zittisce la moglie che deve pregare e lavare e plagia i suoi figli ad immagine del suo ego, spesso violento. Genitori che ripudiano i figli per scelte di vita che vanno oltre la “normalità”. Ma che cos’è davvero la normalità? Nemmeno la tanto citata Sacra Famiglia era normale: Maria, appena adolescente ragazza madre incinta di un altro, il primo utero in affitto documentato “storicamente”, accettata da Giuseppe (molto più vecchio di lei), diventato padre di un figlio non suo. Molto normale. Molto normale anche che i propri padri sacrifichino sugli altari i figli a Dio o che lo stesso Dio sacrifichi suo figlio. Padri che non si prendono le proprie responsabilità mi verrebbe da dire. Padri che buttano in mezzo alla strada le proprie figlie perchè vittime di stupro o fanno esorcizzare i propri figli perchè omossessuali. Molto sano e naturale no?

Massimo Gandolfini, a detta della figlia Maria, è un esempio di “normalità”: sette figli adottati, cresciuti a pane, cintura ed estremismo. Le persone sbagliano. Sua figlia si è separata, di conseguenza l’amorevole papà l’ha ripudiata e cancellata, insieme alla sua prole. Che bella la famiglia “normale”. Osservando l’andamento della società senza dubbio c’è stato un indebolimento dei rapporti famigliari. Molte separazioni e divorzi, sempre in aumento, tanto che ormai ci si stupisce se alle spalle non ci sia un matrimonio naufragato. Ma questo è un altro discorso. Quello che è evidente è che è un bene che ci sia la possibilità estrema di recidere ciò che la legge ha unito. “Famiglie naturali” di coppie separate in casa che riversano il livore sui figli, spesso con presenza di violenza domestica. Ma questo ci piace. È normale. Richiama un passato che dovrebbe essere appunto passato, in cui la donna non era altro che fattrice di figli e governatrice della casa. Oggi le cose sono cambiate. Le donne si sono aperte al mondo e il mondo, a rilento le sta accettando, anche oltre il ruolo di angelo del focolare. Non avremmo altrimenti quelle figure geniali e carismatiche, che fanno tanto comodo a tutti. In aria di elezioni certe liste propongono l’incentivo alla maternità. Un bonus monetario per tornare a casa e fare figli. L’involuzione è davvero normalità?

Sataniche sono quindi le coppie non “naturali”. Persone dello stesso sesso non possono essere famiglia. È contro natura. Davvero ci si deve fermare all’abbinamento uomo-donna per creare una famiglia? Esistono coppie con coniugi dello stesso sesso o anche single che decidono di adottare e si dimostrano, quando gliene viene data la possibilità, di essere genitori impeccabili, capaci di crescere figli equilibrati, sani adulti di domani. Sarà allora che l’amore non è una cosa normale.

Quello che fa venire i brividi è definire Mondiale ciò che è il credo di pochi. Ad esempio prendendo in considerazione il discorso sempre tormentato sull’aborto, ci si dimentica che la legge è sopravvissuta a ben due referendum in cui la quasi totalità della popolazione aveva deciso che fosse ora di essere liberi di scegliere sull’argomento. “Soppressione di una vita”, ecco cosa è emerso tra un pupazzetto inquietante e l’altro. Senza possibilità di revisione del singolo caso, ogni donna che “commette” aborto è assassina, così come il medico “carnefice” che esegue la condanna dell’innocente “persona” nel pancione. È naturale dunque vedere ragazze madri di 12 o 14 anni partorire figli dello stupro, magari dello stesso padre che dava l’idea della famiglia “naturale”. Oppure non dare la possibilità di scelta a coppie che sanno già che il loro figlio nascerà morto o con pochi giorni di vita o con disabilità gravi. In fin dei conti ci troviamo nello Stato che grida al politically correct verso la disabilità (ci si indigna per dei cartelli, ma non delle discriminazioni), ma che se ne frega non abbattendo barriere architettoniche e dando sussidi e aiuti al limite della decenza.

Se per “normalità” si definisce tutto ciò che è emerso da quello spot tenutosi a Verona, allora bisognerebbe volersi anormali, per non cadere in una nuova Inquisizione, bruciando quella strega che è sempre stata la libertà di essere dell’uomo.

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