Dopo Verona: la Lega è pronta a scaricare Di Maio e i suoi

di Alessandro Pignatelli –

Lega e Movimento 5 Stelle al centro del ring, guantoni e sguardo duro. Il Convegno di Verona sulla Famiglia, che ha visto il Carroccio tra i promotori e i grillini tra gli oppositori, rischia di cambiare anche lo scenario politico futuro dell’Italia. I due alleati di governo non se le sono mandate a dire. Tra chi ha agitato il feticcio del feto (scusate il gioco di parole) di plastica per parlare malissimo della manifestazione, chi ha ribattuto che pare proprio che l’alleato faccia di tutto per provocare.

Insomma, se i Cinque Stelle hanno acceso la miccia prima ancora che il Convegno cominciasse, Matteo Salvini non ci ha messo molto a lanciare il fiammifero: “Se ti provocano ogni giorno, vuol dire che vogliono una reazione”. Ai suoi, il ministro dell’Interno ha detto chiaramente che la sua pazienza sta raggiungendo il limite. Salvo poi, pubblicamente, uscirsene con una frase che ormai conosciamo. “Non c’è alcun rischio che il Governo si sfasci, io vado avanti e ci mancherebbe”.

Questa volta, però, lo strappo pare più grave. Il ministro della Famiglia, Lorenzo Fontana – anche lui targato Lega – ha preso spunto dalle parole del suo leader per dire esplicitamente che in questo modo non si può andare avanti. “Sono stato attaccato personalmente. Sono state inventate notizie e i nostri stessi alleati le hanno cavalcate”. Ma dietro questo digrignar di denti ci può essere un calcolo politico da parte della Lega? Sì, probabilmente sì. Non è la prima volta infatti che Salvini e Di Maio entrano in conflitto, facendo poi buon viso a cattivo gioco. Nel frattempo, la Lega ha accresciuto di molto i suoi consensi, la Casaleggio associati al contrario è scivolata giù.

Insomma, per la Lega oggi litigare può essere utile. Più di ieri. Perché sta capendo che potrebbe farcela a camminare (e vincere) pure da sola. O riunendosi con il vecchio centrodestra (gli ultimi sondaggi danno Meloni, Salvini e Berlusconi al 49,5% tutti insieme). Dopo averli sedotti, potrebbe abbandonare i grillini. Che da soli, invece, oggi non riescono a fare altro che brutte figure nelle regioni.

Siamo nel campo delle ipotesi, ma il Convegno sulla Famiglia potrebbe essere stato il giusto pretesto per rompere definitivamente. Naturalmente, il giusto pretesto trovato dalla Lega. “Voi ci provocate? Noi ve magnamo”. Alla Alberto Sordi davanti ai maccheroni. La base non avrebbe niente da ridire perché, in fondo, Salvini & C. hanno fatto e sopportato di tutto. Ed era normale che alla fine esplodesse definitivamente l’alleanza (costruita sulle poltrone più che sui contenuti). Semmai, è Di Maio che in questo momento sta giocando con il fuoco. Incapace di piacere ai suoi – chi lotta contro il sistema, una volta entrato nel sistema fa molta più fatica a combatterlo da dentro – sta litigando con chi in questo momento è molto più forte. Come se un chihuahua se la prendesse con un pit bull. Può pure abbaiare forte, il primo, ma alla fine i morsi letali saranno del secondo.

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