Hegel e la famiglia: istruzioni per l’uso

di Elisabetta Testa –

La famiglia: un concetto particolare, che si presta a molte interpretazioni. Siamo invasi, soprattutto nell’ultimo periodo, da slogan atti a proteggere la vera famiglia. Eventi come il Family Day, prima che fare altro, stimolano la riflessione su cosa sia realmente la famiglia. In questo, come sempre, la filosofia può venirci in aiuto.

Sono stati tantissimi i filosofi che, nella loro speculazione, hanno lasciato un posto – più o meno grande – per la famiglia. Tra questi, però, spicca una concezione particolarmente moderna di famiglia: quella di matrice hegeliana.

Georg Wilhelm Friedrich Hegel è stato un filosofo tedesco vissuto tra il 1770 e il 1831. Da premettere una caratteristica del suo pensiero, senza la quale non si può capire la sua concezione di famiglia. Il sistema filosofico hegeliano ha un andamento triadico: ogni elemento, in modo quasi ossessivo, è a sua volta composto di altri tre elementi, ognuno dei quali a sua volta triadico.

Un meccanismo complicatissimo, che, però, nasconde una logica ben definita e rigorosa.

La famiglia è il primo di tre elementi che vanno a formare l’Eticità: la nascita e condivisione oggettiva dei valori morali. Formano l’Eticità la famiglia, la società civile e lo Stato. Si tratta di tre elementi il cui valore è progressivo: il maximum si raggiunge nello Stato.

“La famiglia è la relazione dei sessi, ma elevata a determinazione spirituale; è l’accordo dell’amore e la disposizione d’animo della fiducia; lo spirito, come la famiglia, è spirito senziente”.

Scrive così Hegel nei suoi Lineamenti di filosofia del diritto, dati alle stampe a Berlino nel 1820. La famiglia è immediatezza: è il primo elemento dei tre, che, pertanto, sarà superato. La famiglia è un nucleo aggregativo privo di mediazioni, i cui membri sono portatori degli stessi diritti. Il matrimonio per il filosofo è il cuore della famiglia, in quanto sancisce l’unità tra i sessi: il matrimonio non è un contratto, ma anzi, è superamento delle singole autonomie, in favore di una sola. Il matrimonio è assolutamente monogamia: Hegel non ammette l’unione extraconiugale. Solo il matrimonio monogamo può essere base di una comunità etica. La famiglia è anche quella formata da due persone, ma diventa ancor più completa con l’arrivo dei figli. Hegel legittima i genitori a imporre la disciplina ai bambini, ma il genitore non deve dimenticare che il figlio è libero e che la sua vita consiste nell’esercizio di questa libertà.

La famiglia, però, è di per se stessa destinata alla distruzione secondo Hegel, per un fatto preciso. La famiglia è tale quando i figli sono piccoli, ma, al raggiungimento della maggiore età, questi sono pronti per entrare nella società e lasciare così il proprio nucleo familiare originario, con l’obiettivo di costruirne uno nuovo. Hegel ammette il divorzio, il cui presupposto sta nella precarietà dei sentimenti. Le emozioni hanno una natura accidentale: oggi ci sono, ma domani potrebbero non esserci più. Il divorzio, quindi, è possibile e assolutamente legittimo, proprio per questo.

La famiglia, aldilà di tutto, si disgrega in modo naturale, perché alla sua base stanno rapporti naturali.

L’unificazione vera, amore vero e proprio, ha luogo solo fra viventi che sono uguali in potenza, e che quindi sono viventi l’uno per l’altro nel modo più completo. L’amore esclude ogni opposizione…

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