I nuovi calendari del calcio mondiale

di Franco Leonetti –

Il caso Ronaldo, infortunatosi con la sua nazionale, ha riaperto il dibattito. E’ giusto che un club fornisca i propri giocatori, lautamente stipendiati dalle società, e poi se li ritrovi ammaccati o infortunati, insomma non schierabili nelle future partite delle varie competizioni? Lo affermo da anni, nel mio piccolo, anche il calcio deve uniformarsi al tempo che cambia.

E allora, perchè non stilare un calendario a livello mondiale, come accade per basket e pallavolo ad esempio, stagione dei club che dura da settembre ad aprile, senza alcuna interruzione per le nazionali, che poi giocheranno da maggio a luglio per qualificazioni europee o mondiali e Olimpiadi? In questo modo la Nazionale avrebbe il tempo giusto per preparare le competizioni in maniera compatta, facendo gruppo, e i club non rischierebbero di vedersi privati di interpreti importanti causa acciacchi o infortuni. La linea sta emergendo sempre più, anche il Presidente Agnelli lo ha fatto intendere tra le righe, e credo che dal 2024 si andrà in questa direzione, serve però uno sforzo da parte di tutte le componenti per rendere il calcio migliore e organizzato in maniera sempre più produttiva. Ottimizzazione utile da applicare, ma se ne riparlerà solamente nel 2024 quando scadranno i programmi e la calendarizzazione del calcio mondiale.

L’agenda degli impegni internazionali è quel documento approvato dalla FIFA con tutte le Confederazioni che determinano quali sono le finestre disponibili per i vari tornei delle nazionali e dei club. Il 1° luglio del 2024, ma verrà deciso prima, ci sarà una nuova programmazione che determinerà i tempi del calcio di club e delle nazionali, insomma un futuro tutto da scrivere. Andrea Agnelli, presidente della Juventus e del ECA (Associazione dei Club Europei) ha le idee molto chiare a riguardo: “Quello che è successo nelle ultime settimane, quello che abbiamo discusso all’Assemblea Generale dell’ECA ad Amsterdam è stato un momento importante per la governance sportiva, a mio giudizio un evento epocale e senza precedenti, abbiamo dialogato a Nyon con l’Esecutivo UEFA e il Consiglio ECA per cominciare a riflettere su quella che potrebbe essere una visione europea del calendario post 2024, ovvero come immaginare il calcio di domani e per cominciare a dare una piattaforma di crescita e di sviluppo a più club possibili a livello europeo, ovvero per le coppe.

Secondo me avremo bisogno di 12-18 per stilare un vero e proprio progetto del calcio continentale del futuro sapendo che in questo percorso, dovremmo essere bravi noi club e la UEFA, per arrivare ad un calendario armonizzato, per armonizzato intendo per numero di partite e pianificazione televisive”. Splendente il discorso che non crea dubbi, ogni paese ha la sua dignità calcistica che va poi espansa in maniera europea e mondiale, cercando di disegnare dei calendari, sia per le nazionali che per i club, senza che le due correnti s’intralcino. Non resta che attendere gli sviluppi, ci vorrà tempo, l’importante è la volontà cristallina di riprogrammare al meglio il calcio, nel rispetto degli interessi e delle tempistiche di tutte le componenti appartenenti a quel mondo. Senza mai dimenticare in primis i fruitori, ovvero i tifosi.

Rispondi