Legittima difesa: alla Lega non basta, vuole semplificare l’accesso alle armi da fuoco

di Alessandro Pignatelli –

Dopo l’approvazione del decreto sulla legittima difesa, la Lega ora vuole rendere anche più facile avere un’arma per la difesa personale. Ma qui si scontra con la resistenza da parte dei Cinque Stelle. Senza i quali, al momento, non ha la maggioranza. Settanta leghisti, intanto, ci provano, firmando la proposta di legge che permetterebbe agli italiani di avere con facilità una pistola. Prima firmataria è Vanessa Cattoi.

Cosa chiede la proposta di legge? “L’aumento da 7,5 a 15 joule del discrimine tra le armi comuni da sparo e quelle per le quali non è necessario il porto d’armi”. Oggi, in Italia, è già possibile avere un’arma senza possedere il porto d’armi. Ma per essere a libera vendita deve avere una potenza inferiore ai 7,5 joule di cui sopra (è l’unità di misura che classifica l’energetica cinetica sviluppata dal proiettile al momento dell’impatto). Al di sopra di questa soglia, viene considerata arma da fuoco e serve una autorizzazione oltre alla denuncia di possesso (in Francia il limite è 40 joule, in Spagna 21).

Nella proposta di legge si parte da una constatazione: “Le licenze concesse per la detenzione di armi in casa sono poco più di 5 milioni, il che significa che un italiano su dieci è in condizioni di utilizzare un’arma, anche se il numero delle licenze che consentono a coloro che le acquistano di portarle con sé è largamente inferiore”. Si può detenere un’arma per uso venatorio, per finalità sportive o per difesa personale: “Spesso la richiesta del porto d’armi per uso venatorio è solo un pretesto per avere un’arma in casa per difendersi dai malviventi”. La tesi viene sostenuta dai dati: gli iscritti alle associazioni venatorie sono poco più di mezzo milione, in calo di 250 mila nell’ultimo decennio. Come dire che sono tanti coloro che hanno l’arma già oggi, anche se teoricamente solo per andare a caccia. “Il dato è in netta controtendenza rispetto alle richieste del porto d’armi per uso venatorio nello stesso periodo. Dieci anni fa le domande erano meno di 400 mila, oggi superando abbondantemente il mezzo milione”.

È invece più lungo e difficile l’iter per “ottenere il permesso per difesa personale”. Beneficio che viene concesso in particolare a benzinai e gioiellieri – in funzione dei rischi che corrono nel loro lavoro – a chi sa maneggiarla e a chi è in uno stato psico-fisico pressoché perfetto. La proposta di legge vuole snellire i tempi per acquistare un’arma per difesa personale, oltre che aumentare la potenza di fuoco di quelle a libera vendita. Da via Bellerio fanno sapere: “Sarebbe uno strumento di autodifesa che permetterebbe, a chi si difende in casa, di poter incidere di più nei confronti dell’aggressore, non con una semplice scacciacani o con una pistola spray al peperoncino. E di allungare così la distanza per poter eventualmente utilizzare l’arma in presenza di un’aggressione”. Tanto più che “un’arma con una potenza di 15 joule non si uccide nessuno”.

La Lega fa sul serio. Senza toccare la normativa sul porto d’armi, solo modificando la legge del 1975, la numero 110, già aggiornata a settembre dell’anno scorso. “Non vogliamo il Far West’ ha fatto sapere Matteo Salvini, anticipando quanti prevedono proprio questo qualora la proposta di legge dovesse passare.

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