L’insegnamento di Lorenzo: “Ho dovuto perdere una gamba per cominciare ad apprezzare la vita”

di Deborah Villarboito –

Lorenzo Costantini è un ragazzo di 27 anni che vive nella provincia di Viterbo. Una persona felice e libera, che apprezza la vita e che si gode il tempo, con tutto quello che gli viene offerto. È uno sportivo. Si definisce come una sorta di motivatore, un esempio per bambini e ragazzi. Una persona positiva che ama la vita e che si mette sempre in gioco cercando di superare i propri limiti. Una forza di volontà che però è emersa dopo un fatto traumatico. Lorenzo infatti è un amputato transtibiale, ovvero sotto il ginocchio della gamba destra. Il 14 novembre 2012, quando aveva 21 anni, durante una nottata di lavoro in un frantoio dove si macinano le olive per fare l’olio, ha perso la gamba per via di un incidente, che poi gli ha cambiato sorprendentemente la vita.

«Prima di quella notte ero una persona totalmente differente rispetto ad adesso. Ero un ragazzo senza obiettivi, senza motivazioni, incapace di godersi il tempo. Infelice, poiché non mi godevo tutti i momenti. Mi divertivo solo il fine settimana con gli amici, facendo tardi il sabato sera, perdendomi nei locali e nell’alcol. Praticavo pochissimo sport, quasi nulla. Ero molto egoista e superficiale, narcisista – racconta – Pensavo esclusivamente a me stesso e degli altri mi importava poco e niente, perchè se una cosa andava bene a me ok, se no non mi importava degli altri. Avevo smesso di studiare e ho iniziato a lavorare. Poi è successo l’incidente sul lavoro…»

Da lì è iniziata una nuova storia. L’incidente ha migliorato la sua vita piuttosto che peggiorarla. «Ho scoperto tantissime cose di me che prima ignoravo totalmente e che senza l’incidente non avrei tirato fuori. Ci sono stati dei momenti di rabbia, di frustrazione e mi sfogavo in tutti i modi possibili. Ho avuto un periodo di disperazione, con comportamenti anche scorretti, non mi sono concentrato subito sulla rinascita. A forza di fare errori, ho iniziato a vedere che ciò che stavo facendo creava dolore a me e a chi mi stava intorno. Mi sono reso conto che alla fine la mia sofferenza era creata da me. Mi sono trovato davanti ad un bivio. Dovevo fare una scelta tra continuare a buttarmi via, perdendomi nella cosa negativa, oppure risorgere e darmi la spinta per trasformare un’apparente disgrazia in opportunità di crescita e cambiamento. Fortunatamente ho fatto la seconda scelta, soprattutto grazie allo sport».

La rinascita che parte dalla pratica sportiva attraverso diverse fasi. Iniziando piano piano con allenamenti in palestra, passando poi alla corsa, facendo atletica per un breve periodo, per un anno anche partecipando a competizioni. «Mi sono tolto qualche soddisfazione, sono stato anche campione italiano nei 100 metri. Poi ho abbandonato l’atletica perchè avevo altri obiettivi. Per me era molto monotono. Ho provato anche il trekking sulle strade di montagna fino ad arrivare al crossfit, che tuttora pratico, come anche le Spartan Race o qualche gara per la Federazione Italiana Pesistica».

Una svolta epocale data un momento di difficoltà, che ha contribuito alla crescita di un uomo, ormai, che ha capito quale sia il bello della vita: «L’incidente mi ha dato l’opportunità di tirare fuori tutto quello che avevo dentro. Probabilmente l’avrei tirata fuori comunque, questo non lo posso sapere, però tutto quello che ho vissuto mi ha portato dove sono ora, che è appunto dove voglio essere. Fare quello che faccio è in primis dimostrare a me stesso che anche senza una gamba si può fare qualsiasi cosa. Anzi, faccio molte più cose adesso di prima. Mi sento un esempio per gli altri anche per questo – continua – Della mia vita non cambierei nulla. La riprenderei così come è venuta. Non mi piace guardare indietro pensando che modificherei certi aspetti. Se è successo quello che è successo è perchè doveva andare così. Mi ha portato ad essere dove sono ora, ad essere felice».

Questo percorso in positivo verso la felicità Lorenzo ha deciso di trasmetterlo a tutti, soprattutto i più giovani. Partecipa ad un progetto per cui gira per le scuole, #SuperAbile Viterbo, dalle elementari alle superiori, facendo incontri anche aperti al pubblico. Finora ha coinvolto circa 6000 studenti e va a raccontare la sua storia e di come la sua vita è cambiata in meglio dopo l’incidente. «Ho dovuto perdere una gamba per cominciare ad apprezzare la vita, ma non tutti devono subire questa cosa, non ne vale la pena. A volte finchè non arriva un trauma talmente forte che ci costringe a fare i conti con noi stessi, non ci rendiamo conto del tempo che stiamo buttando via, delle cose che stiamo tenendo nascoste, dei valori sbagliati che abbiamo quando tendiamo a dare importanza a cose che in realtà non andrebbero valorizzate. Da adolescenti soprattutto capita di avere esempi che possano portarti su strade sbagliate – conclude Lorenzo – Attraverso la mia esperienza voglio trasmettere che non ci si deve abbattere per delle imperfezioni che possono essere qualche chilo di troppo o un paio di occhiali o qualsiasi cosa magari ci può rendere diversi dalla maggior parte delle persone o qualcosa che comunque noi possiamo reputare un disagio, non deve renderci insicuri o sbagliati. Anzi, sono proprio queste cose che noi dobbiamo valorizzare per farci sentire unici».

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