La pipì finisce in Cassazione

Quando proprio non ce la fai più e non ci sono autogrill o piazzole di sosta nelle vicinanze, puoi fermarti nella corsia d’emergenza dell’autostrada e fare pipì. La storica sentenza è della Cassazione, a favore di un tassista. Che era stato accusato di omicidio colposo come conseguenza di tale sosta imprevista.

Secondo la Suprema Corte, la pipì è un ‘malessere’ e così può essere richiamato l’articolo 176 del Codice della Strada, che permette appunto di fermarsi nella corsia di emergenza delle autostrade. Insomma, più vesciche vuote e, probabilmente, più attenzione nella guida, cosa che lo stimolo impellente invece ti impedisce di fare.

Tutto ruota intorno alla parolina magica ‘malessere’. Non deve trattarsi necessariamente la conseguenza di una patologia. E’ sufficiente un disagio, temporaneo, come “espletare una funzione fisiologica”. La Cassazione era stata chiamata in causa dopo che la Corte d’Appello di Roma aveva confermato, in secondo grado, l’assoluzione del giudice per le indagini preliminari a carico di un autista del taxi che si era fermato in corsia d’emergenza proprio per il ‘malessere’. Era stato molto sfortunato perché, mentre risaliva in auto, era stato tamponato da un motociclo e il guidatore era deceduto. Al tassista era stato imputato quindi l’omicidio colposo.

A fare appello, dopo il primo no del gip, erano stati il fratello e il figlio della vittima. “Il tassista era legittimato alla sosta, anche per un problema legato alla prostata”. Questo il responso della Corte. In Cassazione è stato ulteriormente specificato questo ‘bisogno’, dopo che i ricorrenti avevano contestato la qualifica del “bisogno urinario” come un “malessere”. La Cassazione ha rigettato la richiesta di fratello e figlio della persona deceduta. “Il malessere va inteso nel lato concetto di disagio e finanche di incoercibile necessità fisica anche transitoria”. Il tassista poteva insomma fermarsi in corsia d’emergenza per fare pipì. Che a questo punto fa giurisprudenza per casi futuri sia sulle autostrade sia sulle strade extraurbane. Sperando naturalmente che non ci scappino altri morti.

di Alessandro Pignatelli

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