Campioni di vita – I valori della diversità: i campioni avvicinano i giovani ai valori dello sport

Campioni di vita – I valori della diversità: i campioni avvicinano i giovani ai valori dello sport

11 Aprile 2019 0 Di il Cosmo

di Deborah Villarboito –

“Campioni di vita”, un’iniziativa nazionale promossa da Eni insieme ad AP Communication pensata per avvicinare i giovani allo sport e alle tematiche sociali. Ragazzi a confronto con gli atleti su sport e diversità. Due le parole chiave che caratterizzano questa serie di incontri, sport e diversità, per evidenziare come la competizione possa trasformarsi in un valore educativo. Un messaggio rivolto soprattutto alle nuove generazioni che punta al rispetto delle regole e delle diversità, all’integrazione, all’aggregazione, alla fiducia, alla passione, al gioco di squadra.

Oney Tapia, argento alla Paralimpiade di di Rio 2016 nel lancio del disco, Federica Maspero, argento Mondiale sui 400 metri categoria amputazione, Andrea Lucchetta, uno dei pallavolisti della Generazione di Fenomeni e Adriano Panatta, uno dei più grandi tennisti italiani di sempre, incontrano studenti delle scuole superiori con cui si confrontano e dialogano. «L’obiettivo – sottolinea Panatta – non è fare una lezione di vita ai ragazzi, ma trasmettere loro, attraverso le testimonianze di atleti straordinari che la vita ha messo alla prova più di altri, valori come la forza di volontà e la determinazione». Una certa sensibilità e destata verso il discorso legato alle disabilità: «La vita – spiega Tapia – non regala nulla a nessuno. Le sorprese sono dietro l’angolo e bisogna essere pronti ad affrontarle, ad agire. Per raggiungere un obiettivo bisogna sacrificarsi, impegnarsi, mettersi in gioco». Nel video che racconta la sua storia, dall’incidente del 2011 in cui ha perso la vista dopo essere stato colpito alla testa da un grosso ramo alle vittorie sportive, si leggono queste parole dell’atleta di origine cubana: «Prima vedevo ed ero cieco, ora sono cieco e ci vedo. Diventare cieco è stata la mia rinascita».

Federica Maspero, invece, di mestiere fa l’oncologa. Nel 2002, il giorno del suo 24esimo compleanno, è stata colpita da una meningite fulminante e ha subito l’amputazione delle gambe e delle dita delle mani tranne i pollici. «Se vuoi realizzare i tuoi sogni – racconta l’atleta – devi crederci al cento per cento, prima con la testa che con il fisico. Solo così potrai raggiungerai i tuoi obiettivi». Il progetto, di forte impatto emotivo, quindi, è volto a sensibilizzare i ragazzi delle scuole superiori per renderli consapevoli su come lo sport possa essere “portatore sano” di valori educativi e al contempo strumento rilevante di crescita e di attenzione al rispetto delle regole e al vincere come collettivo. L’esperienza e il contatto con i campioni dello sport Paralimpico, esempio illuminante di come la diversità possa trasformarsi da limite a potenzialità, consente agli studenti di comprendere, cosa serve veramente per vincere e avere successo: il talento da solo non sempre è sufficiente per raggiungere quelle vittorie, che vanno oltre una medaglia o un trofeo, sono vere e proprie rinascite.