«La malattia mi aveva tolto tutto: oggi qualcuno può aver bisogno di me»

«La malattia mi aveva tolto tutto: oggi qualcuno può aver bisogno di me»

11 Aprile 2019 0 Di il Cosmo

di Sabrina Falanga –

«C’è stato un momento in cui tutto andava perdendosi. La mia vita sembrava sgretolarsi pian piano, come un puzzle a cui ogni giorno veniva tolto un pezzo. Non riuscivo più a fare la cosa che mi ha sempre tenuto su: contare su me stesso».

Oggi Valerio racconta quella parte della sua vita al passato, ma, come solo chi è forte sa fare, lui quel passato non solo non lo rinnega ma in un certo senso “lo ringrazia” perché gli hanno permesso di essere quello che è oggi. E di fare quello che fa.

Oggi Valerio Coluzzi, 30 anni, è Personal Trainer e solleva 150 kg di bilanciere: qualcosa di straordinario per una persona che, fino a un anno e mezzo fa, pesava 30 kg e non riusciva più ad alzare una bottiglia d’acqua. La causa è la fibrosi cistica, che lo aveva portato a una condizione di “insufficienza respiratoria terminale”.

Terminale: una parola che sembra non lasciare scampo, che rappresenta tutte le più grandi paure umane. Una parola a cui Virgilio è stato capace di togliere il senso ed è stato lui, invece, a dare una fine a un destino che non accettava, ribaltando tutti i paradossi esistenziali: e ha dato vita a un nuovo destino, disegnato con i colori dei suoi desideri, delle sue passioni. Con la stessa sfumatura che rappresenta l’amore che ha per la vita e che, oggi, con dolcezza diffonde al mondo intero.

I suoi polmoni, nel 2017, erano al capolinea: arrivava da un collasso e sembrava non ci fosse scampo per un giovane ragazzo che chiedeva solo di credere che non solo non ci fosse un lieto fine ma che, da qualche parte, c’era un lieto inizio a cui poteva aspirare.

Lui non l’ha sperato: Virgilio l’ha fatto.

Nella notte del 3 dicembre del 2017 subisce un doppio trapianto polmonare (dopo un’attesa in lista di sei anni): un intervento che già basterebbe per rendere difficile la vita di chiunque. Non solo: perché dopo l’intervento, subentrano problemi neurologici che per mesi interi non gli permettono neanche di camminare.

Sembra utopia credere che un ragazzo, malato di fibrosi fino a questi limiti, possa realizzare il suo sogno di diventare atleta: ma nulla è impossibile per chi ha il coraggio di crederci, di non andare mai contro cuore e di seguirlo nonostante tutto.

E così, allenamento dopo allenamento, diventa Personal Trainer, inseguendo il suo desiderio e la sua passione per lo sport.

Non poteva andare in palestra, per la bombola dell’ossigeno, allora si allenava a casa. Nel frattempo studiava. Libri su libri, che lo formassero.

«Per chi ha sempre contato su stesso, consapevole di non aver bisogno di nessuno, mai, né a livello fisico né sul piano emotivo, è devastante scoprire di non avere più le forze di vivere. In quel momento Federica, la mia compagna, è stata la mia salvezza – racconta Virgilio a Il Cosmo -: in un periodo di totale buio, lei mi ha preso la mano. Non mi ha mai lasciato da solo ad affrontare le difficoltà, mi ha sempre spronato e aiutato. Forse è per questo che oggi faccio quello che faccio: so cosa significa quando si ha bisogno di qualcuno che ci aiuti a riuscire dove non riusciamo, a raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati. Non mi è bastato, infatti, diventare uno sportivo: ho avvertito il desiderio di aiutare anche gli altri».

Oggi Virgilio fa questo. È Personal Trainer e ha sviluppato la sua attività anche online; attraverso i Social e il Digital offre consulenze e sostegno alle persone che si affidano a lui per obiettivi sportivi.

Lui, i suoi obiettivi, li vince ogni giorno. E ce n’è uno, più importante di altri: «Sposerò Federica, a luglio. Le ho chiesto la mano durante la notte dell’intervento, mentre aspettavamo che arrivasse l’elicottero con gli organi. Probabilmente senza di lei non sarei quel che sono: è attraverso di lei che ho capito quanto sia fondamentale il sostegno di chi crede in te, contro tutto. Anche contro un destino che sembra essersi rivoltato contro di te. E, invece, si trasforma in una nuova vita».